The Mandalorian, il primo episodio in chiaro su Italia 1

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Tra novembre e dicembre dello scorso anno negli States una nuova produzione televisiva è stata accolta da un unanime entusiasmo da parte di pubblico e critica: si trattava di The Mandalorian, prima live action series ambientata nell’universo di Star Wars. Il mondo costruito da George Lucas è diventato, nelle abilissime mani dei due creatori Dave Filoni e Jon Favreau, il set di un western intergalattico che crea un ponte tra la migliore tradizione dell’action spaziale e l’intenso tratteggio umano del cinema di genere, quello di Sergio Leone e del primo Clint Eastwood, che nascondeva, sotto stetson e mantelli, complicati conflitti personali e un faticoso incedere in equilibrio tra Bene e Male, categorie legate all’essenza dell’uomo che in Star Wars hanno linee di delimitazione molto più nette, finendo talvolta — come accaduto negli ultimi tre capitoli — per sottrarre spessore all’arco narrativo dei personaggi.

Per promuovere l’arrivo in Italia, il prossimo 24 marzo, della piattaforma Disney+, interamente dedicata ai lavori cinematografici e televisivi nati sotto l’egida dell’impero di Zio Walt, Italia 1 trasmetterà in chiaro in HD sul canale 506, nonché in diretta contemporanea su Mediaset Play, il primo episodio, domenica 22 alle ore 23:30 circa.

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Ambientato cinque anni dopo le vicende di Return of the Jedi (al cinema nel 1983) e venticinque anni prima di The Force Awakens (2015) l’affezionatissima e popolosa fan base di Star Wars troverà tanto dell’immaginario lucas-iano anche in The Mandalorian: droidi senzienti, armi laser, creature più o meno antropomorfe, stormtroopers, avventure tra le stelle. Ma l’azione si concentra soprattutto sulla terra, tra villaggi polverosi e nemici infidi, taverne che ricordano i saloon e villaggi abitati da insospettabili eroi quotidiani, con una costruzione fotografica e tecnologica che raramente richiede sospensione dell’incredulità, a differenza di quanto accade solitamente quando ci si addentra nel mondo del fantasy a prescindere da quanta umanità vi venga infusa.

Il protagonista Mando, il cui nome ufficiale si scoprirà essere Din Djarin, è un cacciatore di taglie solitario e pieno d’ombre: l’elmetto, che non toglie mai (proprio mai?), ne cela volto ed emozioni, e il rischio che finisse per ridursi a una figura monodimensionale da merchandising era molto forte. Così non accade, e lo si deve all’eccellente performance attoriale di Pedro Pascal, che, costretto ad affidarsi alla sola vocalità (nota della redattrice di questo articolo: augurandoci di non togliere magia alla vostra visione, sottolineiamo che spesso, nel corso delle riprese, Pascal è stato fisicamente sostituito da Brendan Wayne, nipote del leggendario John, perché impegnato nella tournée teatrale di Re Lear a New York), regala a questo antieroe imperfetto e sfuggente un carisma caldo e sincero, dimostrandosi ancora una volta fra gli interpreti più autenticamente talentuosi (e inspiegabilmente sottovalutati) del cinema contemporaneo.

Il cast dei coprotagonisti non è meno degno di rilievo: Gina Carano è Cara Dune, guerriera empatica e ribelle, figura femminile forte e indipendente nel solco di Leia Organa e Rey Skywalker; Carl Weathers (indimenticabile Apollo Creed in quattro dei sette film della saga di Rocky) è Greef Karga, simpatica canaglia dalla morale fluida, e il “The Client” di Werner Herzog, algido e inquietante, ricorda il suo terribile, iconico The Zec, antagonista spietato del Jack Reacher di Tom Cruise nell’omonimo film del 2012. Completano la squadra Giancarlo Esposito, che veste i panni di Moff Gideon, ufficiale dell’Impero, e un inedito Nick Nolte, il cui ruolo è tutto da scoprire. Dietro la macchina da presa si alternano, negli otto episodi, oltre al già citato Filoni, talenti del calibro di Bryce Dallas Howard, Deborah Chow e Taika Waititi, che presta anche la voce a uno dei personaggi più centrali della narrazione.

Impossibile, infine, non citare The Child, ribattezzato dal mondo intero Baby Yoda, diventato un collettivo oggetto di venerazione per l’irresistibile tenerezza, e una fonte inesauribile di denaro per le casse Disney, che ha già lanciato decine di prodotti a sua immagine e somiglianza tutti andati, come da previsioni, letteralmente a ruba.

Lo scorso 6 marzo Gina Carano ha annunciato, con un post su Instagram, il completamento delle riprese della seconda stagione, che quindi non hanno subito l’impatto della tragedia Covid-19. Al netto di cambi di programma dettati dall’emergenza mondiale, dunque, negli Stati Uniti si potrà scoprire il destino di Din, The Child e i loro compagni di viaggio il prossimo ottobre, sempre su Disney+.

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