Zucchero a RTL 102,5: «Il mondo sta andando verso il baratro. Fermiamoci e riscopriamo i valori»

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Zucchero
@Robert Ascroft

Zucchero è stato intervistato questa mattina su RTL 102.5 in Non Stop News per commentare anche il complicato periodo che sta affrontando il mondo in questi giorni.

Ha detto Zucchero: «Io faccio il mio mestiere, quello che posso fare da casa è di essere in qualche modo da effetto placebo cercando di ammazzare il tempo a chi è a casa, sperando anche di ammazzare al più presto questo Coronavirus, la mia funzione è di fare compagnia.

Sicuramente non sarà più come prima, tutto cambierà e io spero che questi cambiamenti possano servire a cambiare in meglio. Sta andando tutto troppo veloce, il mondo sta andando in una direzione troppo pericolosa. Bisogna fermarsi un po’, che sia il momento di ritrovare dei valori sani e genuini che ci consentano di ritrovarci. Come ho detto in passato in diverse canzoni, già da ‘Per colpa di chi’, vedevo che la cosa andava in una direzione pericolosa e spero che questo serva per ritrovare certe cose che si sono perse anche, non solo, per colpa nostra. Io sono molto legato alle mie radici, ai valori, alla vita semplice che vivevo da bambino. Ho parlato spesso di mia nonna a cui ero legatissimo, mia madre, mio padre, c’è dentro il mio piccolo mondo della bassa emiliana che mi ha formato, anche se giro il mondo e incontro diversi tipi di persone, diversi status sociali, il riferimento rimane quello. Perché c’era della purezza che abbiamo perso, io per primo, ma cerco di conservare questo bambino che corre con le braghe corte».

In un’intervista avevi dichiarato che se non fosse arrivata “Rispetto” magari avresti fatto altro nella vita. Come a ricordare che la vita a volte è fatta di bivi insospettabili, ed è quello che sta capitando.
Rispetto è nata da una ribellione, da una “revenge”, perché pur cercando da anni e anni di provare a fare quello che volevo fare, il musicista, fare concerti, non riuscivo e ognuno diceva la sua nell’ambiente. Ci provavo, ci provavo e non succedeva niente e mi dicevo “Possibile che debba sempre ascoltare gli altri e non abbia niente di mio da tirare fuori che possa almeno dare la possibilità di sfogarmi?”. Ero frustrato, quindi mi misi lì una sera, e poi non avevo mai scritto dei testi perché nascevo musicista, lì è nata Rispetto.

Nel giorno della Festa del papà se potessi dire qualcosa a tuo padre?
Mio padre è figlio della guerra, anche lui ha sofferto come tutta la nostra famiglia, mio zio è stato deportato in Germania, mio padre è dovuto scappare per mesi e mesi. Per cui, figli della guerra che hanno subito queste storie così pesanti, mio padre era grande lavoratore e pensava alla famiglia ma non c’era il dialogo come può esserci adesso. Erano piuttosto chiusi, per cui la figura di mio padre è sempre stata quella di un uomo tutto di un pezzo e abbastanza autoritario ma con una dolcezza di fondo che non voleva far vedere, con una sensibilità molto spiccata. Non è che mi abbia mai dato tanta soddisfazione su quello che facevo, era più mia madre che mi spronava, però quando vedeva i miei primi riscontri, magari mi vedeva in televisione, aveva gli occhi lucidi ma non mi diceva bravo, sono orgoglioso di te. Era però una persona molto buona e dolce, l’ho colto in diversi momenti e anche dalle testimonianze dei suoi amici, era amato perché era una persona semplice, schietta e genuina.

Qui il link all’intervista integrale.

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