Academy Awards 2021, l’impatto del Covid sugli Oscar

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È stata Deadline, testata di settore tra le più prestigiose, a sottolineare ieri che anche gli Academy Awards 2021 potrebbero risentire del distruttivo impatto della pandemia di Covid-19 su tutti i settori professionali: infatti, fino al 2019 il regolamento degli Oscar prevedeva che, perché un film statunitense potesse concorrere per la tanto agognata statuetta, era necessario che venisse proiettato per almeno una settimana — e almeno per tre volte al giorno — nelle sale cinematografiche della contea di Los Angeles. Appare evidente che le condizioni attuali, che hanno portato alla chiusura di ogni luogo d’assembramento, rendono al momento impossibile immaginare che questo criterio venga rispettato.

Allo stesso modo, pesano la posticipazione o l’eventuale cancellazione dei Festival internazionali (oggi vi abbiamo parlato di Cannes) che rappresentano la cosiddetta qualifying platform per le produzioni extra-USA e per gli short film; intanto, South by Southwest, la kermesse che dal 1987 rappresenta il cuore pulsante dell’industria indie, purtroppo per quest’anno ufficialmente cassata, conferma che i film inseriti nella lineup verranno comunque considerati eleggibili nella corsa agli Academy Awards 2021, previsti per il 28 febbraio.

A risentire maggiormente della chiusura delle sale saranno i documentari, che approderanno probabilmente sulle piattaforme digitali, ma dovranno, se il regolamento non dovesse mutare, rinunciare al sogno di poter essere insigniti del più prestigioso dei premi. Tra essi, citiamo Human Nature, sul tema sempre caldo delle tecnologie finalizzate all’editing genetico, e Billie, di James Erskine, storia della amatissima cantante jazz Billie Holiday, il cui destino resta incerto quanto lo sono le decisioni dei suoi distributori.

«L’Academy si sta focalizzando sull’aiutare il proprio staff, i propri membri e l’intera industria perché possa attraversare nel modo migliore questa crisi, che riguarda sia l’economia che la salute mondiali — ha detto un portavoce dell’AMPAS (Academy of Motion Pictures Arts and Sciences) — Siamo in una fase di valutazione di tutti gli aspetti di questo territorio sconosciuto, compresi i cambiamenti che eventualmente dovranno essere apportati. Siamo determinati a ragionare, rispetto a quali siano le scelte migliori per il futuro dell’industria, con un approccio agile e volto al progresso, e rilasceremo ulteriori comunicazioni nei prossimo giorni». Non resta, dunque, che attendere, e augurarsi che anche il comparto della cinematografia possa preservare, pur tra necessari cambiamenti ed enormi difficoltà, il valore inestimabile di ognuna delle sue componenti.

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Chiara Rita Persico
Classe ’83, nerd orgogliosa e convinta, sono laureata con lode in ingegneria dei sogni rumorosi ed eccessivi, ma con specializzazione in realismologia e contatto col suolo. Scrivo di spettacolo da sempre, in italiano e in inglese, e da sempre cerco di capirne un po’ di più della vita e i suoi arzigogoli guardandola attraverso il prisma delle creazioni artistiche di chi ha uno straordinario talento nel raccontarla con sincerità, poesia e autentica passione.

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