#iorestoacasa con Spettakolo

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#iorestoacasa

Ciao anche a voi, e buon sabato anonimo in questo scenario pre-post-apocalittico!

Oggi tocca a me cercare di suggerirvi qualcosa per dissuadervi dal fare la spesa per la terza volta dato che ohmisoscordatalosciroppodaceromisacheriscendo e incitarvi a guardare qualcosa di nuovo e/o sentire qualcosa di diverso.

Se avete aperto questo articolo non vorrete sentire altre parole quindi fiondiamoci direttamente sui suggerimenti di oggi.

Il film che vi consiglio è The Nest – Il Nido il quale, nonostante il titolo in lingua d’Albione,  è un interessantissimo prodotto nostrano ad opera del regista Roberto De Feo.

Disclaimer: è un horrorino che si gioca benissimo le sue carte e pur non essendo un ricettacolo di Jumpscare (letteralmente i momenti che fanno saltare dalla sedia) e mezzucci da quattro soldi che fanno invocare con frequenza e veemenza figure celestiali agli spettatori ha comunque due o tre scene che potrebbero scuotere il pubblico più sensibile.

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“Samuel (Justin Korovkin) è un giovane ragazzo costretto su una sedia a rotelle che vive con sua madre Elena (Francesca Cavallin) a “Villa dei Laghi” una residenza isolata circondata da boschi. Bloccato nella routine famigliare e con il rigoroso divieto di allontanarsi dalla dimora, Samuel cresce apparentemente protetto ma insoddisfatto e irrequieto. Tuttavia, la vita nella Villa è sempre più frequentemente sconvolta da avvenimenti strani ed inquietanti fino a quando, l ‘arrivo dell’adolescente Denise (Ginevra Francesconi) scardinerà definitivamente gli equilibri della famiglia, dando a Samuel la forza di opporsi alle restrizioni imposte da sua madre e di cercare la verità sul mondo che lo circonda.”

La definizione di Horror calza ma va stretta, c’è un po’ di Biltungsroman non stucchevole (nonostante il povero Sam risulti fastidioso all’inverosimile), un po’ di boy meets girl stranamente funzionale alla trama e non a fare da orpello, un senso di claustrofobia che attanaglia le ampie stanze e l’immenso giardino, la serpeggiante e sordida perversione della normalità.

Quando il mistero (?) della casa lascia spazio a momenti di questa quotidianità di cartapesta è facile dimenticarsi di che film stiamo guardando e lasciarci trascinare nella pittoresca vita dei protagonisti e dimenticarci dell’esistenza di un mondo esterno che viene raccontato e filtrato.

Sembra quasi crudele proporre questo film visto il momento che stiamo vivendo, eppure forza un rovesciamento del punto di vista personale e individuale, ci forza a posizionarci nella zona grigia e a guardare bianco e nero come rivali fraterni piuttosto che nemici giurati.

Ci costringe a guardare dentro e capire com’è davvero fuori.

E poi la cover al piano di Where Is My Mind (Maxence Cyrin) è una roba esagerata e, oltre ad essere colonna sonora portante del baraccone assume un significat… ah diamine, guardatelo e poi ne riparliamo bene!

Lo trovate LEGALMENTE su Chili, Youtube e Google Play.

Quanto alla canzone, sono andato a pescare parecchio indietro una canzone che per me ha un significato enorme e che si applica bene a questo fil rouge di storie in cui gli eroi non siamo noi.

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Yoshimi Battles The Pink Robots Part 1

C’è quest’atmosfera da film sci-fi a basso budget, tanti bopi-bopi robotici ma anche una strumentale che accompagna una canzone che in maniera molto impacciata racconta di quest’eroina non meglio specificata in eterna lotta contro i robot rosa.

Yoshimi è pronta, è forte, è abile e soprattutto è l’unica in grado di proteggerci, lo fa costantemente, spesso sacrificandosi.

Lo deve fare Yoshimi. Non io, non tu che leggi, nessuno.

E allora che fa Wayne Coyne? Canta la sua canzone, perché è ciò che può fare.

 I know she can beat them 

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