#iorestoacasa con Spettakolo

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L’iniziativa promossa dalla nostra Redazione per tenervi compagnia è stimolante e allo stesso tempo gratificante. Permette di scavare nelle nostre passioni e nei nostri sentimenti, cercando di canalizzarli attraverso la musica e il cinema.

In un momento in cui le certezze sembrano essere sempre di meno e la paura rischia di prendere il sopravvento, mi è venuta in mente una canzone che ho amato subito, nata in un momento di estrema difficoltà per l’America e non solo. Mi riferisco alla splendida The Rising di Bruce Springsteen. Contenuta nell’omonimo album del 2002, il brano è un’appello alla forza e al coraggio di un’intera Nazione per rialzarsi dopo il terribile attacco terroristico delle Torri Gemelle del 2001. Le parole di Bruce e la speranza che esse infondono ascoltandole sono perfette per lo stato d’animo di ognuno di noi in queste settimane confuse. Una rinascita è possibile e ci sarà, il futuro è solo offuscato dalla paura.

“vieni su, metti le tue mani nelle mie” canta Bruce. Solo nell’unione si può trovare la forza per superare “l’oscurità che vedo di fronte a me”.

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Can’t see nothin’ in front of me
Can’t see nothin’ coming up behind
I make my way through this darkness
I can’t feel nothing but this chain that binds me
Lost track of how far I’ve gone
How far I’ve gone, how high I’ve climbed
On my back’s a sixty pound stone
On my shoulder a half mile of line

Come on up for the rising

Come on up, lay your hands in mine
Come on up for the rising
Come on up for the rising tonight

Left the house this morning
Bells ringing filled the air
Wearin’ the cross of my calling
On wheels of fire I come rollin’ down here

Come on up for the rising
Come on up, lay your hands in mine
Come on up for the rising
Come on up for the rising tonight

There’s spirits above and behind me
Faces gone black, eyes burnin’ bright
May their precious blood bind me
Lord, as I stand before your fiery light

I see you Mary in the garden
In the garden of a thousand sighs
There’s holy pictures of our children
Dancin’ in a sky filled with light
May I feel your arms around me
May I feel your blood mix with mine
A dream of life comes to me
Like a catfish dancin’ on the end of my line

Sky of blackness and sorrow ( a dream of life)
Sky of love, sky of tears (a dream of life)
Sky of glory and sadness ( a dream of life)
Sky of mercy, sky of fear ( a dream of life)
Sky of memory and shadow ( a dream of life)
Your burnin’ wind fills my arms tonight
Sky of longing and emptiness (a dream of life)
Sky of fullness, sky of blessed life

Come on up for the rising
Come on up, lay your hands in mine
Come on up for the rising
Come on up for the rising tonight

Se dovessi legare un film alla  rinascita  e ad un valido percorso personale penso a La ricerca della felicità di Gabriele Muccino (2006), con protagonista un bravissimo Will Smith. Ispirato alla storia vera di Chris Gardner, il film descrive il percorso umano e professionale di un ricco imprenditore statunistense, arrivato al successo dopo un periodo di grandi difficoltà e povertà. Il film, estremamente americano negli intenti già nel titolo (chiaro riferimento alla Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti scritta da Thomas Jefferson, in cui  sono elencati i diritti inalienabili dell’uomo: la tutela della vita, della libertà e, appunto, la ricerca della felicità).

Se la trama può risultare stucchevole, esattamente come il finale, è bello evidenziare la positività e ancora una volta la speranza di una vita migliore ma soprattutto dignitosa. Una casa, un lavoro, devono essere diritti inalienabili per tutti, esattamente come sancisce anche la nostra Costituzione.

Ci si può rialzare, sempre, anche nelle difficoltà più profonde e i periodi più oscuri.

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