#IoRestoACasa e guardo Ligabue con Flavio Bucci

Su Raiplay lo sceneggiato del 1977 in tre puntate diretto da Salvatore Nocita

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Quando finirà il contagio arriverà in sala Volevo nascondermi, il film di Giorgio Diritti su Ligabue che ha portato a Elio Germano l’Orso al festival di Berlino per la migliore interpretazione. Sarà un’esperienza. 

Nell’attesa restate in casa e guardate il Ligabue Rai di Salvatore Nocita.

Su Raiplay a questo link https://www.raiplay.it/programmi/ligabue

Ligabue andò in onda su Rai 1 in tre puntate dal 22 novembre al 6 dicembre 1977. Fu anche ridotto a un metraggio da film per il festival di Montreal. La storia è quella del giovane Laccabue, malato nel fisico e nella mente, che viene spostato come un pacco per ragione burocratiche dalla Svizzera, dove viveva con una famiglia adottiva e portava il marchio di una famiglia originaria disastrata, all’Italia umbertina, dove il cognome si trasforma in Ligabue e il giovane, deforme, un po’ folle e assai selvatico che parla quasi solo tedesco si infratta in un bosco sulle rive del po’ accanto al paese di Gualtieri. Il matto che vive in un capanno come una bestia e spia le lavandaie (il sesso e l’amore furono tra i grandi problemi dell’esistenza di Ligabue) ha un dono: disegna e dipinge con quel che può e a volte modella e scolpisce fango e pietre. I soggetti preferiti gli animali: quelli che vede, quelli che immagina o di cui ha sentito parlare e quelli che imita. L’attenzione di un pittore gli consente di avere un tetto, un laboratorio e poi arrivare a esporre fino alla fama. Ligabue sarà considerato tra i grandi naïf del secolo, anche a torto perché la sua pittura non è ingenua: è visionaria. Quello di Nocita è diverso dagli sceneggiati Rai del tempo (più cupo, duro, realistico), si avvale della sceneggiatura di Cesare Zavattini e fa perno su una straordinaria interpretazione di Bucci: nel nuovo film di Diritti Elio Germano si è trasformato in Ligabue anche con un trucco prostetico che l’ha reso un sosia del pittore. Bucci ha un minimo di trucco (Ligabue si inferiva ferite per fare uscire il male  dalla sua testa) e un uso spericolato degli occhi. Il Ligabue di Nocita è meno creaturale di quello di Diritti, ma ugualmente sciamano nei comportamenti: sia Bucci a suo tempo che Germano oggi hanno elaborato la loro mimica sui documentari a cui si prestò il pittore. 

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