#IoRestoACasa e vedo Il ferroviere

Un ritratto dell’ Italia popolare degli anni ’50 in piena trasformazione

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Foto film Il ferroviere

Restiamo a casa a vedere i classici di RaiPlay. Il link del film:

https://www.raiplay.it/video/2016/07/Il-ferroviere-80d7e1d7-607b-404a-8390-8ae4b011273c.html

Andrea Marcocci (Pietro Germi), un macchinista delle Ferrovie con molti anni di servizio, sposato con due figli grandi e uno più piccolo, è un uomo testardo e d’altri tempi. Entrato in contrasto con Giulia (Sylvia Koscina), la primogenita che si sposa solo per andarsene di casa subendo anche un parto difficile e Marcello (Renato Speziali), il secondo figlio, accusato di frequentare brutte compagnie, il ferroviere entra in un periodo di grande depressione durante il quale si lascia andare all’abuso di alcool. Un incidente sul lavoro (investe senza colpa un suicida) anche causato dai pesanti turni di servizio, lo porta ad allontanarsi dai colleghi ad eccezione del fedele amico Gigi Liverani (Saro Urzi). Il giorno di Natale dopo mesi di infelicità e incomprensioni finalmente Andrea e la sua famiglia sembrano riconciliarsi, ma il destino è in agguato…Girato nel 1955 da Pietro Germi anche interprete principale, prodotto da Carlo Ponti e con la sceneggiatura di Germi, Alfredo Giannetti e Luciano Vincenzoni, Il ferroviere alla sua uscita nelle sale ottiene un grande successo di pubblico, ma è attaccato dalla critica soprattutto quella orientata a sinistra. Si rimprovera alla pellicola troppo incentrata sul sentimentalismo, di raffigurare una classe operaia, identificata nel personaggio di Andrea, chiusa e non in grado di adeguarsi ai nuovi tempi di un’Italia in profonda trasformazione sociale. In realtà i suoi detrattori non colgono forse il messaggio di Germi, che invece cerca di mettere a fuoco i contrasti generazionali e la sofferta evoluzione antropologica e culturale della famiglia italiana in un periodo storico di grandi mutamenti (il boom economico è ormai alle porte). Pietro Germi, noto per il carattere difficile e scontroso, avrà sempre con la stampa in genere un rapporto difficile e conflittuale. Se ne qualcosa Oriana Fallaci inviata di L’ Europeo, che nel 1962 per ottenere da lui un’intervista, suderà sette camicie. Il suo articolo intitolato Il regista con la porta chiusa riassume la singolare personalità di Germi famoso per non rispondere mai al telefono, per aver fatto staccare il campanello dalla porta e per aver dato disposizione al portiere di non fare salire nessuno nel suo appartamento….

 

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Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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