Springsteen ai tempi del Covid-19, una canzone al giorno: “We Take Care Of Our Own”

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Pandemia 2020, giorno 4. Quotidianamente ci ripetono di stare a casa, di resistere, che è solo un momento poi passerà, soprattutto ci dicono che dobbiamo prenderci cura di noi stessi. E allora oggi noi lo facciamo cone quello che il critico musicale americano Robert Christgau ha definito il  più  bel singolo del 2012, ovvero “We Take Care of Our Own“. Scritta in piena crisi economica e inserita nell’album Wrecking Ball, è stato il primo singolo estratto e viene   pubblicato il 18 gennaio del 2012. L’album uscirà invece  il 6 marzo. Scritto per raccontare la colossale crisi economica che ha investito gli Stati Uniti (e di conseguenza tutto il mondo occidentale) a partire dal 2008, l’intero album è un atto d’accusa contro il capitalismo e le ingiustzie sociali. Parla di gente che perde il lavoro, la casa, la famiglia. Parla dell’avidità dei finanzieri che non si fanno alcuno scrupolo sulla pelle dei lavoratori. Parla, soprattutto  il pezzo scelto oggi, della perdita di quello spirito americano basato sulla solidarietà e sul principio di accoglienza che ha fatto grande l’America, che oggi si è perso per la disumanità scatenata dall’avidità e dalla corruzione di un capitalismo senza anima e che  ha portato ognuno a ripiegarsi su se stesso occupandosi solo del proprio orticello tradendo in questo modo la promessa che il governo ha fatto al popolo:

Dove sono gli occhi che vogliono vedere, dove sono i cuori che traboccano misericordia, dov’è l’amore che non mi ha abbandonato, dov’è il lavoro che mi rende libero, dov’è lo spirito che regna su di me, dov’è la promessa che attraversa l’America

“We Take Care Of Our Own” è una canzone schierata, diretta, che mette a nudo il fallimentare sistema capitalistico americano e i danni che ha provocato, mettendo sul lastrico milioni di lavoratori. Ma  se è vero che tutti ormai siamo ripiegati su noi stessi, è altrettanto vero che ognuno di noi deve recuperare la propria umanità e tornare ad occuparsi del prossimo, ripartendo da quella solidarietà e da quel senso di comunità che possono salvarci dal disastro.

“We Take Care Of Our Own” viene presentata e suonata  per la prima volta dal vivo il 12 febbraio, a Los Angeles, alla cerimonia dei Grammy Awards, ovvero nel posto dove convergono tutti i maganti dell’industria discografica. Alla fine dello stesso mese, Bruce è ospite fisso per una settimana al programma di Jimmy Fallon (Late Night with Jimmy Fallon) in onda sulla NBC e proprio nel corso della prima serata, il 27 febbraio, si esibisce con la ESB negli studi televisivi di New York.  Proprio per il suo carattere resistente e il suo significato politico, “We Take Care Of Your Own” verrà poi  scelta da Barack Obama per la sua campagna presidenziale del 2012 che lo porta alla rielezione. Da sottolineare che dopo aver trasmesso la canzone alla Convention dei Democratici di Chicago, le vendite del singolo si impennarono del 409%. Il video del brano è stato girato ad Asbury Park in particolare sul tetto del Savoy Theatre e nel Frank’s Deli sulla Main Street.

#stiamoacasa, #brucespringsteen, #letsplaythemusic

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Patrizia De Rossi
Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss. Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati “Ben Harper, Arriverà una luce” (Nuovi Equilibri, 2005, scritto in collaborazione con Ermanno Labianca), ”Gianna Nannini, Fiore di Ninfea” (Arcana), ”Autostop Generation" (Ultra Edizioni) e ben tre su Luciano Ligabue: “Certe notti sogno Elvis” (Giorgio Lucas Editore, 1995), “Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue” (Arcana, 2011) e il nuovissimo “ReStart” (Diarkos) uscito l’11 maggio 2020 in occasione del trentennale dell’uscita del primo omonimo album di Ligabue e di una carriera assolutamente straordinaria. Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.

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