40 anni di Cesare Cremonini. Il suo rapporto con Bologna

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Cesare Cremonini in concerto al Forum di Assago - 16 dicembre 2018 - © Foto: Riccardo Medana

Bologna è famosa per il suo spirito di accoglienza e per saper far sentire a casa chi viene a visitarla. Ma soprattutto questa città è in grado di coccolare chi già ci vive. Per questo motivo è così amata e invidiata da tutti.

Non fa eccezione il figlio prediletto per eccellenza di Bologna, Cesare Cremonini. Nel giorno del suo quarantesimo compleanno non si può non parlare dello stretto legame che c’è tra Cesare e la sua città. Un rapporto che non è nuovo, ma anzi, cresce giorno dopo giorno. Bologna è la città di Cesare Cremonini e non smette di ricordarlo. L’ultimo di tanti esempi, in ordine puramente temporale sono le luminarie di Via D’Azeglio, che attualmente sono all’asta e il cui ricavato sarà devoluto al progetto “più forti INSIEME”, con cui la Fondazione Sant’Orsola Onlus sostiene gli ospedali di Bologna nell’emergenza coronavirus (QUI il link per partecipare).

Ma non sono solo eventi benefici o rapporti puramente istituzionali. Cesare non smette mai di ricordare Bologna e ogni volta che può porta in ogni angolo d’Italia la bolognesità. Ricordo le parole che disse per inaugurare il suo primo Dall’Ara: «Non mi sembrava quasi giusto venire qui ed augurarvi “Buono spettacolo” – ha detto – perchè lo spettacolo lo si porta in giro, io qui ci vivo». Ma non solo, ogni volta che i suoi tour lo hanno portato a esibirsi sotto le due torri, ha speso parole al miele per la sua città. In un’intervista del 2012 al Corriere di Bologna, Cesare si è esposto spiegando quanto la città sia e sia stata fondamentale per la sua ispirazione. Infatti, con trasparenza ha raccontato che Bologna è presente in ogni sua canzone: «C’è in tutte (le canzoni), anche quando non la cito esplicitamente: le strade de Il comico per dire sono quelle di Bologna, il cinema di Una come te è quello di Casalecchio».

Ed è anche per questo che non smette mai di ricordare che «I pezzi che suono hanno qualcosa di speciale: sono tutti nati a Bologna». E lo si percepisce ai concerti, quando si ritrova davanti a sua madre e davanti allo stesso pubblico che ha modo di incontrare tutti i giorni per le vie della città, davanti alle persone che ritrova allo stadio e al palazzo tutte le domeniche, davanti a quelle che ci sono sia al Paladozza che al Dall’Ara. Quando è coccolato dalla sua città.

Ma è così amato perchè si è dovuto guadagnare questo amore. Lo ha ricordato recentemene, a un anno dal suo ultimo concerto in città: «Ho iniziato a suonare a Bologna, ho vissuto e vivo in questa città e l’ho rispettata e amata sempre, anche quando lei mi diceva “con molta calma, ragazzo..”. Oggi Bologna e i bolognesi mi fanno vivere una vita splendida, perché a tutti gli strati della società, dal più umile e rispettabile al più alto e responsabile della vita di molti, mi vede e mi vive come un figlio o un fratello, o un amico. Con orgoglio. Mi fa sentire come un motivo in più per farla sorridere. Per me è il risultato più importante della mia carriera».

Ed è giusto che la sua città, proprio oggi, festeggi il suo figlio prediletto.

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Mattia Luconi
Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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