Auguri, Cesare. Una playlist per i 40 anni di Cremonini

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Un compleanno a cifra tonda per Cesare Cremonini. Il cantautore bolognese, amato e seguito in modo trasversale da più generazioni, compie i suoi primi 40 anni in un clima sicuramente particolare, come ha evidenziato in un video-ringraziamento sul suo profilo Instagram.

«Oggi stiamo provando tutti le stesse emozioni e paure», racconta Cesare. Ed è di emozioni che parla questa playlist, in cui alcuni nostri autori hanno scelto due canzoni per loro importanti scritte da Cremonini. Ogni canzone ha una valenza diversa per ognuno di noi, e la bellezza della musica è soprattutto questa.

Buon compleanno, Cesare!

Claudia Assanti

Cesare accompagna, con le sue canzoni, la vita di molti e negli anni ha conquistato anche me, sempre di più.  La sua crescita artistica dirompente è andata di pari passo col mio sentire e la mia evoluzione interiore. Scanzonato e romantico, ironico e pungente, l’unicità dei suoi testi è sempre più limpida. La prima canzone che scelgo è Il pagliaccio (da Il primo bacio sulla luna, 2008). Intensa, drammatica, ironica . Non parla soltanto dell’essere artista, ma delle maschere che ognuno di noi, spesso, è costretto ad indossare. Quanto riusciamo ad essere sinceri con noi stessi davanti allo specchio, quando nessuno ci guarda?

La seconda canzone è entrata di diritto tra quelle che amo di più, e non solo di Cremonini. Parlo di Poetica (da Possibili scenari, 2016). Splendida e struggente, una ballad che ascoltai la prima volta di notte, appena pubblicata dallo stesso Cesare. E l’abitudine di ascoltarla di notte non l’ho più abbandonata. Malinconica e allo stesso tempo piena di speranza. La speranza di trovare conforto nelle braccia di chi amiamo, soprattutto quando ci sentiamo persi e non sappiamo cosa fare.

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Maria Francesca Troisi

Dicono di me (da Il primo bacio sulla luna, 2008)
Singolo di lancio dell’album, ha un sound fresco, estivo, ma non manca di un significato profondo.
Perché la scelgo? Perché mi sono sentita tante volte “giudicare” dalle apparenze. Cesare sembra parli proprio di me.

Io e Anna (da Logico, 2014)
Sequel ideologico della celebre canzone di Lucio Dalla, Anna e Marco.
Perché la scelgo?
Perché la reputo una delle canzoni più belle del Cremonini.
Se non ami questo brano, non ami il cantautorato italiano.

Maria Francesca Amodeo

Cesare Cremonini ha sempre avuto la capacità di scrivere testi che sapevano raccontare, con un’arguta profondità e simpatica passionalità, un pezzetto di storia di ciascuno di noi. Nessuno può dimenticare la dolcezza dei suoi brani al piano e le parole che, come poesia, si mescolano alle note che compone. Ma se penso a lui penso soprattutto all’allegria che è capace di mettermi addosso, anche nelle giornate scure, con i suoi brani pop che di “leggero” e superficiale però hanno ben poco. Due su tutti: 50 Special, scritta al tempo dei Lùnapop,Il viaggio (Share the love).

 50 Special è in assoluto la canzone della mia infanzia. Ogni volta che la ascolto riaffiorano i ricordi di una bambina che si affacciava a conoscere la musica e macinava i primi CD in macchina, nel tragitto verso scuola. Mi rivedo anche a canticchiarla in estate con i miei amici di allora che sono rimasti amici anche ora. Quattro bimbi a cavallo di una Vespa 50, bianca non rossa purtroppo, che immaginavano di solcare i colli bolognesi, senza capire bene nemmeno cosa fossero. 50 Special è a tutti gli effetti lo spaccato di una generazione: la canzone che chiunque ha canticchiato almeno una volta, quella capace di strappare un sorriso appena parte alla radio, il pezzo perfetto per il karaoke di gruppo, quando si urla e si fantastica di andare in giro, con il vento tra i capelli e le ali sotto ai piedi, su una vespetta dal motore truccato.

Buon viaggio invece è un brano molto più recente.  Dall’atmosfera onirica, con le onde del mare in sottofondo, il racconto di una fantomatica partenza che ha la capacità di lasciarsi alle spalle preoccupazioni e impegni. “Partire per ricominciare, che non c’è niente di più vero di un miraggio”. Essere consapevoli che la meta, a volte, può mostrarsi più lontana di ciò che pensavamo ma – in ogni caso – con caparbietà, impegno e capacità di sognare, continuando ad andare, sapremo amare il finale. Questo pezzo è anche un invito ad apprezzare la semplicità delle piccole cose (“chi ha detto che tutto quello che cerchiamo non è sul palmo di una mano?”), ad ascoltare il tempo che passa e imparare a goderne, a farsi scivolare addosso ciò che non conta davvero (“il mondo è solo un mare di parole e come un pesce puoi nuotare solamente quando le onde sono buone”). E a capire che gli obiettivi possono cambiare nel corso del viaggio, ma poco importa: l’importante è saperli guardare con gli occhi giusti perché, in fondo, “non è importante dove: conta solamente andare!”

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Claudia D’Agnone

Vieni a vedere perché
È la seconda estratta dal primo album solista di Cremonini, Bagus, nel 2002.
Ha le note della ballad romantica e un testo sincero, che però non si sofferma sulla fase folle e colorata dell’innamoramento, ma sulla paura di abbandonarci a un sentimento che ci toglie ogni difesa e di cui, comunque non possiamo fare a meno. Un lato dell’amore cantato poche volte, raramente con questa sensibilità.

Nessuno vuole essere Robin
Il brano, estratto dall’album _Possibili scenari_, è l’unico di questo disco ad essere stato scritto interamente da Cremonini.
La canzone, che porta nel titolo il nome di un eterno secondo, è un elogio alla fragilità, al diritto di non essere sempre eroi nelle nostre vite, ma di abbracciare i momenti bui e imparare ad ascoltare il nostro dolore e i nostri silenzi, a capirci e accettarci anche quando portiamo il numero 10 sulla schiena e sbagliamo i rigori, quando per paura non ci mostriamo davvero al mondo.

Andrea Giovannetti

Queste due canzoni mi accompagnano da anni e hanno segnato alcuni momenti importanti della mia vita. Latin lover in particolare è una delle mie canzoni preferite in assoluto, che ho fatto “mia”, e mi piace cantarla e usarla nella stessa maniera ironica e scherzosa con cui la canta Cesare, mentre Le tue parole fanno male mi ha aiutato in un momento difficile di una relazione, come una sorta di mantra ad esorcizzare la violenza e la brutalità delle parole che mi venivano rivolte. Quindi auguri Cesare, e grazie!!

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