Springsteen ai tempi del Covid-19, un brano al giorno: “Mary’s Place”

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Pandemia 2020, giorno 6. È venerdì, la seconda settimana di quarantena, qui a Roma, si sta per concludere (quasi) e vogliamo festeggiare un po’, anche se dobbiamo stare chiusi in casa. Facciamo un party da casa, allora, andiamo tutti a casa di Mary, Mary’s Place perché questa è la canzone di oggi per trascorrere una quarantena più serena. Scritta per The Rising, l’album del post 11 settembre, Mary’s Place è uno dei pochi brani allegri dell’album, insieme a Let’s be friends eWaiting on a sunny day. Un brano che accompagna quella voglia di tornare a vivere e a stare insieme alla gente dopo un periodo terribile, come il post attentato alle Twin Towers o la pandemia che stiamo tutti vivendo in questo periodo. Mary’s Place è una sorta di inno alla convivialità  intesa come senso della comunità, di cui tutti, soprattutto nei momenti di difficoltà, abbiamo bisogno. Una comunità che al tempo stesso ci dà amicizia e protezione:

“Vediamoci a casa di  Mary, faremo una festa,

dimmi come potremo ricominciare,

vediamoci da Mary, dimmi come fai a vivere con il cuore spezzato”

 è proprio da questi incontri, da questi ritorni in una comunità, che sia un gruppo di amici o una squadra di calcio, i colleghi di lavoro o dei semplici sconosciuti che condividono con noi una passione o una fede religiosa, fare una festa è il modo che abbiamo per tornare a sentirci parte di qualcosa. Alcuni critici sostengono che la casa di Maria non sia altro che la chiesa, simbolo di quel cattolicesimo che che come ha sempre detto Bruce, «ti si appiccica addosso e non ti si stacca più». Personalmente credo che sia una cosa molto più terrena e legata alle vicende umane anche se Bruce parla di Budda, del Profeta, di Maria. Da sottolineare che il ritornello, Meet me at Mary’s place, è un chiaro omaggio, e riferimento, all’omonimo brano che Sam Cooke pubblicò nel 1964 nel suo album Ain’t That Good News. Il video di oggi è stato girato a Barcellona, il 16 ottobre del 2002 al Palau Saint Jordi, da questo concerto è stato tratto un dvd (Live in Barcelona) pubblicato nel 2003.

Facciamo festa, dunque, schermo intero, volume a palla e via con la festa del venerdì sera…

#stiamoacasa, #brucespringsteen, #letsplaythemusic

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Patrizia De Rossi
Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss. Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati “Ben Harper, Arriverà una luce” (Nuovi Equilibri, 2005, scritto in collaborazione con Ermanno Labianca), ”Gianna Nannini, Fiore di Ninfea” (Arcana), ”Autostop Generation" (Ultra Edizioni) e ben tre su Luciano Ligabue: “Certe notti sogno Elvis” (Giorgio Lucas Editore, 1995), “Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue” (Arcana, 2011) e il nuovissimo “ReStart” (Diarkos) uscito l’11 maggio 2020 in occasione del trentennale dell’uscita del primo omonimo album di Ligabue e di una carriera assolutamente straordinaria. Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.

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