#iorestoacasa con Spettakolo

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La quarantena procede, consentendo a molti il lusso di osservare da lontano, avvolti dalla morbidezza dei propri piumoni, l’evoluzione di una società impreparata ad affrontare l’incertezza perpetua. Per ora non ci resta che sfruttare il tempo concesso nel migliore dei modi, ovvero cercando di occuparlo il più possibile, nel tentativo di non pensare incessantemente al nostro ex stile di vita, fatto di uscite stipati in metro e shopping tranquillo nei supermercati vuoti.

Per questo, ogni giorno la redazione di Spettakolo! sta cercando di offrirvi qualche spunto per impiegare un paio d’ore in compagnia di film vecchi o nuovi e musica ben assortita.

Oggi è di nuovo il mio turno e vorrei sottoporre alla vostra cortese attenzione — quasi fosse una candidatura per un colloquio importante — un film che attinge dalla disillusione della Generation X con piglio dissacratorio e dialoghi singolari. Sto parlando di Santa Maradona. Scritto e diretto da Marco Ponti nel 2001, il film è stato girato interamente a Torino e racconta le vicende apparentemente banali di una coppia di amici e coinquilini, Stefano Accorsi e Libero De Rienzo. Giovani, disoccupati e privi di aspettative per un futuro che tarda ad arrivare, Accorsi e De Rienzo danno vita a un incastro perfettamente oliato di due antagonisti. L’uno fresco di laurea che si destreggia fra mille colloqui senza speranza (Accorsi aka Andrea) e l’altro (strepitoso De Rienzo aka Bart) che fa pendant col divano nel tentativo di viversi addosso senza preoccuparsi del poi. Il tutto, condito dalla presenza di una ragazza (Anita Caprioli aka Dolores) dai grandi sogni, che stravolge i sentimenti e il codice etico di Andrea.

Il film è un ritratto quasi caricaturale di una generazione no-future, vittima della precarietà emotiva e sociale, che risulta avvincente non tanto per il plot scorrevole e squisitamente aderente all’ordinario, ma grazie all’equilibrio perfetto fra il grottesco e il realismo. La colonna portante del film è senza ombra di dubbio l’architettura raffinata dei dialoghi che si susseguono a ritmo di botta e risposta, accelerando o decelerando la trama in funzione di un umorismo mai scontato. L’accoppiata Accorsi-De Rienzo ha qui dato prova che la sola alchimia fra due co-protagonisti riesce ad offuscare anche le trame più complesse di film ben più blasonati.

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A sostenere il tutto, ci pensa la colonna sonora, composta principalmente dai Motel Connection. Il brano che vi voglio proporre oggi è però quello che ha dato il titolo al film, ovvero Santa Maradona, quando Manu Chao bazzicava ancora nei Mano Negra, ma era già ben delineato il suo futuro da solista.

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