#iorestoacasa con Spettakolo

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#iorestoacasa

Voglio dire, ormai non c’è neanche più scelta no?
Mentre dalla finestra il sole splende toccherebbe approfittare di questo rovescio di situazioni in cui non abbiamo ben chiaro se stiamo già in pigiama o ancora in pigiama e fare la cosa solitamente irresponsabile ma che oggi ha dell’eroico.

Prendete quel dannato telecomando, aprite Netflix o qualsiasi altra cosa e andatevi a spizzare quella bomba che è Baby Driver. Dalla mente eclettica di Edgar Wright esce fuori questo concentrato dinamico di ritmo e atmosfera con un cast di un certo livello (Kevin Spacey, Jon Hamm, Jamie Foxx e un Ansel Elgort che sembra aver finalmente imparato a recitare come si deve) che si fa guardare dall’inizio alla fine senza il minimo problema. La storia non è nulla di particolarmente innovativo ma interessante, i personaggi sono ben scritti ma è la vera protagonista a essere irresistibile.

La musica.

Percepiamo il mondo attraverso le cuffie di Baby , un artista della fuga su quattro ruote che vive un rapporto simbiotico con il suo iPod, la colonna sonora infatti è una colonna portante del film: respira, parla e detta i ritmi delle conversazioni tanto quanto delle sparatorie.

Qui sotto vi lascio la sequenza introduttiva che apre le danze con BellbottomsThe Jon Spencer Blues Explosion, diventata ormai colonna sonora fissa quando prendo la macchina.

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Se invece come Baby  preferite semplicemente ascoltare un pezzo nuovo, oggi ce ne torniamo in Italia, più precisamente a Torino. La settimana scorsa abbiamo tirato fuori dagli archivi i Flaming Lips e la bellissima Yoshimi, oggi sul menù abbiamo qualcosa di un po’ più fresco per riempire questo vuoto e silenzio con un po’ di All You Can Italy.

Emergente ma non esordiente, il secondo album in studio della band rinforza le sonorità caratteristiche del lavoro precedente e riaccende la geolocalizzazione riuscendo a dare un tocco internazionale all’Italia e un tocco italiano al mondo (e non nel  senso LaRochelliano del termine), premendo sull’acceleratore su quell’immagine da cartolina ormai anche discretamente lontana dalla realtà. Personalità supportata da capacità musicali veramente valide vanno a comporre le ultime pennellate sul quadro di questo gruppo interessantissimo e da tenere d’occhio ma non fidatevi di me, fidatevi di chi li vuole di nuovo a suonare sull’isoletta più famosa di Budapest.

La canzone che consiglio è Amsterdam, la canzone con cui li ho conosciuti completamente per caso, quando ancora non avevo idea di quanto spesso avrei premuto il tasto play. Probabilmente sarò caduto anche io sotto l’ipnosi di quel sax, ma io dico che un ascoltino adesso può garantirci i bragging rights domani, i’m not crazy listen up!

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