Springsteen ai tempi del Covid-19, una canzone al giorno: “Because the night”

0

Pandemia 2020, giorno 12. Da qualche giorno mi ronzava in testa la canzone di oggi, Because the night. Perché è una delle mie preferite, perché mi ha fatto scoprire Patti Smith, perché dimostra che Bruce Springsteen è un artista di una categoria superiore. Lo è sempre stato. Chi altri avrebbe regalato una canzone come Because the night a una collega, quando ancora non hai ancora una carriera monumentale, come quella che poi avresti fatto? Quale altro artista avrebbe considerato un brano come questo “non all’altezza” di essere inserito in un album seppure grandioso come Darkness on the edge of town? Sì, perché Bruce escluse Because the night da Darkness perché era un’altra canzone d’amore e in quell’album ce n’erano già abbastanza. Un album che stava facendo impazzire Bruce, e la band con lui. Poi, grazie anche all’intervento di Jimmy Iovine,   è venuto fuori il capolavoro che conosciamo. Because the night venne registrata in prima battuta a New York nel 1977, a giugno, quando Springsteen iniziò a registrare il disco agli Atlantic Studios. Non c’era ancora il testo, ma soltanto il titolo. Bruce però faticava a trovare una quadra per l’album, aveva scritto materiale per circa 70 canzoni, di cui 52 erano belle e finite. Ma Bruce è sempre stato un perfezionista e la selezione dei brani da mettere in Darkness fu durissima. Alla fine, tra le canzoni che rimasero fuori, alcune vennero inserite due anni dopo in The River (Independence Day, Drive All Night, Ramrod, e Sherry Darling), altre vennero date ad altri artisti: Fire a Robert Gordon (poi cantata anche dalle Pointer Sisters), Redezvous a Greg Kihn, Hearts of stone e Talk to me a Southside Johnny. Because the night venne data a Patti Smith, anche lei a New York insieme a Jimmy Iovine per registrare, al  Record Plant, il suo terzo album Easter. In particolare, Jimmy Iovine raccontò: «Una sera ero con Bruce a bere al Navarro Hotel (un vecchio albergo che ora non esiste più, meta di molti musicisti non troppo famosi ancora, nda) e gli stavo parlando  proprio del disco di Patti Smith. Gli dissi che quel disco era la mia prima vera occasione come produttore e che stavo cercando disperatamente una hit per lei, che se la meritava. Lui annuiva, e siccome sapevo che non aveva alcuna intenzione di metterla su Darkness, gli dissi ‘Perché non la dai a Patti?’. Lui mi guardò e mi rispose ‘Se la sa fare, la può prendere’. Io portai in studio la canzone a Patti nell’ultima versione che aveva registrato Bruce alla fine di settembre, lei ci aggiunse un paio di versi e  diventò il suo successo  più grande, quello  che la lanciò in tutto il mondo».

Bruce, ricordando la vicenda, anni dopo disse: «Non ero troppo sicuro di quella canzone, sentivo che mancava qualcosa, Patti aggiunse quattro versi e la canzone prese una nuova vita».

E pensare che Patti, quella canzone, non a volle nemmeno ascoltare quando Iovine le diede il nastro. Non voleva che altri interferissero nelle sue scelte musicali. Chi era poi questo Springsteen per potersi permettere di dare una sua canzone a lei? All’epoca, però, Patti Smith aveva una relazione con Frederick Smith, il chitarrista degli Mc5 che viveva a Detroit.  Tutte le sere si sentivano al telefono, ma una sera la chiamata tardava ad arrivare e Patti si mise ad ascoltare il pezzo di Bruce, capendo che era tutt’altro che un brano d’amore banale. Aggiunse così la sua impronta, quattro versi che cambiarono la vita di quella canzone e anche la sua:

Have I doubt when I’m alone
Love is a ring, the telephone
Love is an angel disguised as lust
Here in our bed until the morning comes

Quando sono sola ho dei dubbi, l’amore è uno squillo del telefono (ma ring in inglese significa anche anello), l’amore è un angelo mascherato da lussuria, qui nel nostro letto fino a che non arriva il mattino. Patti Smith mette il suo tocco femminile, graffiante e tenero al tempo stesso, in un brano che era ancora – nonostante tutto – incompleto. Patti canterà Because the night per la prima volta in pubblico al CGBG di New York, in occasione del suo trentunesimo compleanno il 30 dicembre del 1977, con lei sul palco c’è anche Bruce che suona la chitarra e le fa da corista. Il brano uscirà come singolo il 2 marzo del 1978. Nel 1980 Patti sposa Fred Smith da cui avrà due figli (Jackson e Jesse) e da cui si separerà solo alla morte di lui nel 1994 e a cui dedicherà il bellissimo album Gone Again pubblicato nel 1996.

Nel 2018 il documentario Horses: Patti Smith and her Band venne presentato in anteprima mondiale al Tribeca Film Festival e in quell’occasione Patti salì sul palco per un breve concerto. Immancabile la presenza di Bruce e l’esibizione congiunta di Because the night. Da brividi… E quindi, schermo intero, volume a palla e vai con il canto a squarciagola. Concentratevi anche sulla faccia di Bruce nel  momento dell’assolo, è indimenticabile!

#stayathome, #brucespringsteen, #letsplaythemusic

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

 

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Facebook Like social plugin abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Patrizia De Rossi
Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss. Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati due su Luciano Ligabue: Certe notti sogno Elvis (Giorgio Lucas Editore, 1995) e Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue (Arcana, 2011). Uno (insieme a Ermanno Labianca) su Ben Harper, Arriverà una luce (Nuovi Equilibri, 2005) e uno su Gianna Nannini, Fiore di Ninfea (Arcana). Il suo ultimo libro, scritto con Mauro Alvisi, s'intitola "Autostop Generation" (Ultra Edizioni). Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome