#IoRestoACasa e vedo Sacco e Vanzetti

Una pagina nera dell’America degli anni Venti

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Restiamo a casa a vedere i classici di RaiPlay. Il link del film: https://www.raiplay.it/video/2018/05/Sacco-e-Vanzetti-576e560e-d563-40dc-9cec-4e4d54bb657e.html

È il 1920 e l’America è in fermento. Le lotte sindacali incoraggiate dalla Rivoluzione socialista in Russia spaventano la classe industriale e finanziaria al comando che teme di vedere il suo potere messo in discussione. La presenza di tanti immigrati provenienti dall’Europa e pronti a difendere i loro diritti di lavoratori è considerata una minaccia. Così viene decisa un’ondata repressiva che possa mettere all’angolo le organizzazioni sindacali e il movimento politico legato alla sinistra.  Gli italiani Nicola Sacco (Riccardo Cucciolla), calzolaio e Bartolomeo Vanzetti (Gian Maria Volonté), pescivendolo, sono arrestati dalla polizia come autori di una sanguinosa rapina. Entrambi si dichiarano innocenti e ben presto ci si accorge che le accuse nei loro confronti sono fasulle e inconsistenti, ma ormai si è deciso di dare una lezione, la più feroce possibile, ai “ribelli”. Grande emozione suscita il vibrante intervento in aula prima della sentenza di Vanzetti che di fronte alla giuria afferma: «In tutta la mia vita non ho mai rubato, non ho mai ammazzato, non ho mai versato sangue umano. Ho combattuto per eliminare lo sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo e se c’è una ragione per la quale sono qui è questa e nessun’altra » .  Vittime di questo clima di odio, i due italiani assolutamente estranei al crimine loro attribuito, nonostante la brillante difesa dei loro avvocati che ha saputo smontare le teorie astratte degli accusatori, sono condannati alla pena più severa. La mattina del 23 agosto 1927 tutto il mondo inorridisce alla notizia della loro esecuzione sulla sedia elettrica. Dopo cinquant’anni dalla terribile ingiustizia, il 19 luglio 1977 il governatore del Massachusetts riabiliterà ufficialmente la memoria di Nick e Bart, ancora oggi il simbolo della lotta contro ogni forma di discriminazione sociale e politica. Nel 1971 il regista Giuliano Montaldo, basandosi su di una accurata ricostruzione storica e documentaria, riporta alla luce questa pagina drammatica dell’America degli anni Venti avvalendosi di due interpreti di straordinaria bravura e sentimento come Gian Maria Volonté e Riccardo Cucciolla. Celebri anche le musiche composte da Ennio Morricone e La ballata di Sacco e Vanzetti cantata da Joan Baez. Corredata da una serie di cinegiornali d’epoca in bianco e nero, la pellicola ottiene grande successo e si porta a casa molti premi internazionali.

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Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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