#iorestoacasa con Spettakolo

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Ad un mese dall’inizio della quarantena, #iorestoacasa è diventato il nostro mantra. Sappiamo che il distanziamento sociale ci aiuterà nella battaglia contro il Covid-19, ma allo stesso tempo lo spirito comincia a risentirne. Per questo motivo noi di Spettakolo ci stiamo impegnando a consigliarvi ogni giorno un film e una canzone che vi distraggano dal pensiero imperante di questo periodo e possano aiutarvi a combattere l’ansia e anche la noia.

E se l’intento è quello di tenervi compagnia, non c’è, a mio avviso, miglior compagna di viaggio della radio, quella che la musica ve la fa ascoltare e ve la racconta, anche a costo di trasmettere da una barca in acque internazionali per evitare le restrittive leggi britanniche.

Se questa premessa non vi è nuova probabilmente avete vissuto gli anni in cui è ambientato I love Radio Rock, film di Richard Curtis  che rende omaggio a quel periodo creativo e ribelle, nel quale la musica inglese cominciò a dettar legge in tutto il mondo.

La trama, per quanto sembri inverosimile, è ispirata ad una storia vera, quella di Radio Caroline che negli anni in cui la BBC, massima rete radiofonica nazionale, concedeva poche ore di trasmissione alla pop music, decise di trasformarsi in una stazione “pirata” al largo del Mar del Nord, diventando, di fatto, il tempio della musica rock.

Tutto il film si svolge a bordo della nave-radio ed è sorretto da un ottimo cast e da una selezione musicale che non potrà non farvi venire voglia di aver vissuto nell’era delle radio libere.

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Ma ehi, niente sindrome dell’epoca d’oro qui! La radio, di certo, è cambiata nei contenuti, nelle modalità di racconto, ma mantiene la sua potenza espressiva perché, come ci ricordavano i Queen nel 1984, “You had your time, you had the power/ You’ve yet to have your finest hour/ Radio” (Tu hai il tuo tempo, tu hai il potere/Ancora devi vedere il tuo momento migliore/Radio).

E proprio Radio Ga-Ga fu la canzone che riportò la band inglese alla ribalta dopo il flop del disco Hot Space. Il brano, tra nostalgia e celebrazione, si guadagnò per la prima volta anche la prima posizione nella classifica italiana, garantendo l’approdo del gruppo al Festival di Sanremo di quell’anno.

Se l’intento iniziale era decisamente critico nei confronti della radiofonia e delle nuove realtà televisive che spingevano l’attenzione sul video-clip piuttosto che sul testo e sulla musica, la canzone si è poi trasformata in un momento celebrativo, che cancella i paragoni, ma esalta la bellezza di uno dei mezzi di comunicazione più importanti dell’ultimo secolo.

Insomma una giornata a tutta radiofonia, tra musica e film. E una volta finito, ovviamente, non vi resta che accendere la radio!

Radio what’s new? Radio, someone still loves you!

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Claudia D'Agnone
Nata a Foggia in un’estate di notti magiche in cui si inseguivano goal, a 19 anni parte prima alla volta di Roma per poi approdare a Milano. Ha iniziato a 20 anni a collaborare con riviste cartacee o web scrivendo principalmente di musica e spettacolo. Parla tanto, canta, suona (male), insomma pratica qualunque attività fastidiosa vi venga in mente. Per evitare di snervare eccessivamente chi le è vicino si è “sfogata” al microfono collaborando con alcune radio web e locali. Medaglia olimpica di stage non retribuiti.

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