#IoRestoACasa con Spettakolo

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Quando abbiamo deciso di consigliare una canzone e un film per ogni giorno da trascorrere in casa durante questa quarantena, lo abbiamo fatto per tenere compagnia a chi ci legge e tenerci compagnia a vicenda, gli uni attraverso i suggerimenti degli altri. Lo scopo principale era riuscirci attraverso l’arte che, nel tempo, ci è passata tra le mani, davanti agli occhi e ci ha rimbombato in testa.

In questi giorni casalinghi, per fortuna, alle mie latitudini il tempo è stato clemente e sono riuscita a trascorrere qualche ora in più, rispetto alle scorse settimane, all’aperto. Sul balcone, che avete capito?

Ho fatto colazione sotto al sole cocente della mattina, ho chiacchierato con le mie amiche al telefono andando avanti e indietro sempre sulle stesse mattonelle e immaginandoci insieme a passeggiare sul lungomare del mio Paesino. Ho guardato i tramonti colorarsi di arancio e di rosa, come fanno sempre in questo periodo dell’anno. E, a volte, mi sono addirittura scoperta a perdere i miei pensieri tra le stelle.

Ho fatto queste cose sempre sotto lo stesso cielo che in questi giorni è di estrema compagnia. E mi sono accorta di quanto, a volte, una giornata di sole riesca a migliorarci l’umore. Anche se vissuta sul balcone. Ecco perché ho ripensato a una canzone di Jovanotti che si intitola Il cielo immenso.

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Perché ho sorriso respirando dal terrazzo di casa l’aria di primavera, o indossando gli occhiali da sole solo per guardare il mare da lontano. Perché mi sono ritrovata a cantare le parole di Lorenzo e a pensare che arriverà un momento in cui questo periodo assurdo e difficile sarà passato e torneremo a preoccuparci delle cose semplici e un po’ sciocche e  “a ridere di questo nostro mondo scemo”.

Lo canta anche lui: a volte la vita ci sembra ingiusta, complicata. A volte stentiamo a riconoscerla e a comprenderla “ma se guardi un po’ sotto e soffi forte, ritorna tutto a splendere, lo so!”

Se passiamo al cinema, invece, uno dei primi film che mi vengono in mente parlando di casa è uno dei miei preferiti in assoluto. Ho sempre amato i lungometraggi corali, pieni di attori diversi tra loro ma accomunati da un grande talento. E qualche anno fa Gabriele Muccino ce ne ha regalato uno dal cast davvero eccezionale che ha un titolo eloquente: A casa tutti bene.

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I protagonisti si trovano, nel corso dei 105 minuti, ad affrontare piccole grandi problematiche comuni a tante famiglie: silenzi irrisolti, litigi tra cugini, tradimenti, imbarazzi mai superati, competizioni tra fratelli. Gabriele Muccino in questo film ha descritto – con tante urla isteriche in più – ciò che, in fondo, accade in ogni famiglia.

Quello che fa riflettere è che anche in quel caso è un’emergenza (climatica) a costringere la famiglia a rimanere sotto lo stesso tetto per molto più tempo di quanto avevano previsto. Per tutti ci sono pochi contatti con l’esterno, nessuna possibilità di vedere estranei (i protagonisti sono su un’isola) e tanto tempo a disposizione per confrontarsi con i parenti. Ci sono litigi, lacrime e scoperte sconvolgenti, questa situazione porta alla luce tanti nervi scoperti, è vero. Ma riesce anche a risvegliare sentimenti profondi che sembravano assopiti, a spingere i protagonisti a cercare modi più maturi di risolvere le problematiche quotidiane e a convincerli ad affrontare nuove ed esaltanti sfide. E tutti, alla fine della gita, si ritroveranno con addosso maggiori consapevolezze sulla propria esistenza.

Chissà se questi giorni chiusi tra quattro mura aiuteranno anche noi, come hanno aiutato i protagonisti di A casa tutti bene, a capire davvero ciò che nella nostra vita ci piace e ciò che, invece, dobbiamo avere il coraggio di cambiare per essere più veri e felici.

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