Springsteen ai tempi del Covid-19, una canzone al giorno: “Streets of fire”

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Pandemia 2020, giorno 17. Un altro giorno è andato, canterebbe Francesco Guccini, noi aggiungiamo un quasi, però anche oggi siamo qui per ascoltare e raccontare una canzone di Bruce Springsteen che – per inciso – domani alle 16 ora italiana  sulla E Street Radio (il canale tematico della piattaforma Sirius XM)

Oggi però siamo qui a parlare di “Streets of fire”, brano che compare su Darkness on the edge of town, e che ha dato il titolo ad un film di Walter Hill e Larry Gross uscito nel 1984. Bruce in un primo moneto concesse i diritti della canzone che sarebbe dovuta comparire nei titoli di coda, quando però gli dissero la sua “Streets of fire” sarebbe stata cantata da Ellen Aim, Springsteen ritirò l’autorizzazione. La produzione del film disse che alla fine avevano preferito “Tonight is what it means to be young”, cantata dalla stessa Aim con Laurie Sargent e Holly Sherwood, alla canzone di Springsteen perché quest’ultima era troppo deprimente. Ora che sia un pezzo tosto, tirato e cantato rabbiosamente da Bruce è un conto, definirla deprimente, significa non saper trovare giustificazioni valide.  La canzone del resto racconta proprio la rabbia e la disillusione di un ragazzo che è stato sempre ingannato e fregato dagli adulti: “Vago per la strada, sono un perdente, sono sdraiato  sui binari ma non posso tornare indietro, perché sento qualcuno che nel buio chiama il mio nome e quando capisci come ti hanno fregato pure questa volta e che sono sempre tutte bugie, ma io sono legato a doppio filo a queste strade di fuoco”. Una situazione da cui si vorrebbe fuggire ma nella quale ti riportano sempre dentro, e finisci per rimanerci intrappolato. Il video che accompagna il pezzo di oggi, è l’esecuzione dal vivo fatta a Houston nel 1978, durante il tour che lanciava l’album. L’assolo di chitarra alla fine è da urlo, la voce di Bruce spacca le orecchie e il cuore. Ma ciò nonostante, schermo intero, volume a palla e buon ascolto!

#stiamoacasa, #brucespringsteen, #letsplaythemusic

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Patrizia De Rossi
Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss. Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati due su Luciano Ligabue: Certe notti sogno Elvis (Giorgio Lucas Editore, 1995) e Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue (Arcana, 2011). Uno (insieme a Ermanno Labianca) su Ben Harper, Arriverà una luce (Nuovi Equilibri, 2005) e uno su Gianna Nannini, Fiore di Ninfea (Arcana). Il suo ultimo libro, scritto con Mauro Alvisi, s'intitola "Autostop Generation" (Ultra Edizioni). Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.

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