Springsteen ai tempi del Covid-19, una canzone al giorno: “Sociedade Alternativa”

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Pandemia 2020, giorni 18 e 19. Sì, abbiamo saltato un giorno, ma oggi prendetevi venti minuti di tempo (tanto ne abbiamo in questi giorni), preparatevi a ballare e mettete a portata di mano anche i fazzoletti, perché questo video è la cosa più bella che abbia visto in questi giorni di pandemia per scrivere questa rubrica. Ricorderete tutti che Bruce nel Wrecking Ball Tour (2012-2013) era solito aprire i concerti con un brano di un artista molto popolare e rappresentativo del paese in cui suonava. Lo fece in Nuova Zelanda con una splendida interpretazione di Royals di Lorde, in Australia con Stayin’ Alive dei Bee Gees (chi lo avrebbe mai immaginato?). In Brasile, a Rio de Janeiro, il 21 settembre del 2013, Springsteen fa un pezzo che nella sua interpretazione, sostenuto da una E Street Band al massimo della forma,  diventa assolutamente pazzesco: s’intitola Sociedade alternativa ed è un brano composto da Raul Seixas, produttore, musicista e rocker di Salvador de Bahia, e da Paulo Coelho (lo scrittore oggi famoso in tutto il mondo). Raul Seixas è un compositore, un appassionato di musica rock che lo porta a fondare il fan club di Elvis Presley nella sua città natale. Si trasferisce a Rio de Janeiro, su consiglio di Jerry Adriani, altro musicista brasiliano, rimasto colpito dalle sue doti artistiche. A Rio, Raul incide il suo primo album. Nel 1970, Seixas conosce Paulo Coelho, all’epoca anche lui poco più che ventenne. I due iniziano a collaborare e non solo scrivono canzoni che diventeranno famosissime in Brasile (come Hà dez mil anos atras e Maluco Beleza), ma soprattutto fondano la Sociedade Alternativa, ovvero un’organizzazione anti-capitalista e antifascista dedita anche, secondo alcuni, alla magia nera, considerato che ad ispirarli erano state le terorie di Aleister Crowley. La Sociedade Alternativa comunica attraverso la musica, ovviamente, e le strisce satiriche pubblicate da giornali dell’opposizione (quella poca rimasta). Il regime militare che all’epoca governava il Brasile (siamo nel 1974) ci mette un attimo ad arrestarli e a spedirli in esilio negli Stati Uniti. La loro popolarità però, li riporta presto in Brasile, dove Seixas inciderà per la CBS una serie di album di grande successo, e Coelho diventerà il grandissimo scrittore che è ancora oggi. Seixas muore nel 1989 ma la sua Sociedade Alternativa rimane uno dei cardini del Rock’n’Roll brasiliano. Nella versione di Bruce Springsteen & E street Band acquista poi una forza travolgente: guardate il pubblico e guardate  Bruce e la band sul palco, uno spettacolo meraviglioso che rappresenta al meglio l’essenza e l’estetica del Rock’n’Roll. Subito dopo questo inizio travolgente, Bruce attacca Death to my hometown, altra canzone che parla dei guasti irreversibili del capitalismo senza anima:

«Non hanno sparato palle di cannone, non hanno sganciato bombe dal cielo,  non ci hanno sparato coi fucili, il terreno non era intriso di sangue, non ci hanno accecato con la polvere flash (perclorato di potassio e polvere di alluminio, un mix esplosivo che brucia all’istante, nda), non ci sono stati suoni di tuono, ma quanto è vera la mano di Dio hanno portato la morte nella nostra città.. .Nessuna granata ha lacerato il cielo della sera, non ci sono state città rase al suolo, nessun esercito è sbarcato su nessuna spiaggia per le quali siamo morti, nessun dittatore è stato incoronato, mi sono svegliato da una notte tranquilla non ho sentito alcun rumore, ma i predatori hanno fatto un raid di notte e hanno portato la morte nella mia città. Hanno distrutto le fabbriche dove lavoravano le nostre famiglie , ci hanno preso la casa, hanno lasciato i nostri corpi per terra e gli avvoltoi hanno beccato le nostre ossa. Quindi ascoltami, figlio mio, sii pronto per quando torneranno, perché ritorneranno questo è certo come l’alba ogni mattina, scegliti una canzone da cantare, e cantala fino allo stremo delle forze, cantala forte, cantala bene  e manda al diavolo questi ladri corrotti  (i robber barons sono proprio i capitalisti corrotti nello slang americano) i ladri avidi che si sono ripresentati e che hanno mangiato  la carne di tutto ciò che hanno trovato e i cui crimini sono rimasti impuniti adesso, che camminano per la strada come uomini liberi, adesso, hanno portato la morte nella mia città».

A chiudere questo trittico eccezionale, Springsteen intona una versione memorabile di Spirit in the night, con Jake Clemons che lo segue tra la folla e Bruce che sembra volersi immergere in quella folla fantastica. E allora, oggi più che mai, schermo intero, volume a palla e buon ascolto!

#stiamoacasa, #brucespringsteen, #letsplaythemusic

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Patrizia De Rossi
Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss. Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati due su Luciano Ligabue: Certe notti sogno Elvis (Giorgio Lucas Editore, 1995) e Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue (Arcana, 2011). Uno (insieme a Ermanno Labianca) su Ben Harper, Arriverà una luce (Nuovi Equilibri, 2005) e uno su Gianna Nannini, Fiore di Ninfea (Arcana). Il suo ultimo libro, scritto con Mauro Alvisi, s'intitola "Autostop Generation" (Ultra Edizioni). Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.

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