#iorestoacasa con Spettakolo

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La quarantena prosegue. Prosegue anche l’iniziativa #iorestoacasa con Spettakolo! che vi consiglia ogni giorno un film e un brano per riempire le ore di buco fra una dormita e l’altra. Non si contano più i giorni e ormai un giorno equivale all’altro, proprio come ai bei tempi delle sessioni d’esame, quando si studiava imperterriti a volte senza un orario e spesso senza successo. Coi sensi di colpa per le pause lunghissime fra un capitolo e l’altro e la disperazione per essersi dimenticati ciò che si aveva studiato il giorno prima, facendo sembrare tutto quel periodo un unico giorno della marmotta.

In tema di esami, scuola, retrospettive dolciastre, oggi attingo di nuovo dal repertorio di Carlo Verdone per consigliarvi il film Compagni di Scuola, girato nel 1988. La storia di una rimpatriata di ex liceali 35enni che fra risvolti malinconici, guizzi di comicità di circostanza e un potpourri di macchiette ben delineate, ci propone una commedia leggera da gustarsi in compagnia di sé stessi.

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Il film è ispirato a un’esperienza personale dello stesso Verdone, il quale ci traghetta nel ricordo romanzato di un incontro fra compagni di scuola ormai adulti. C’è chi è stato corrotto dal successo, come Valenzani (Massimo Ghini) diventato sottosegretario dai viscidi intenti, e chi il successo lo anela in modo fallimentare, come Ciardulli (Christian De Sica), ex cantante meteora piena di debiti. Altri stereotipi aleggiano in quella villa, in cui l’affascinante Federica (Nancy Brilli) ha voluto riunire la classe di un tempo. E così ritroviamo Fabris (Fabio Traversa), che irriconoscibile a causa di un tracollo fisico, diventa vittima di un cameratismo inizialmente ilare e poi fin troppo cringy. Suo antagonista è Finocchiaro, che da un volto al classico arricchito romano, volgare e borioso nei modi che lasciano poco spazio al dialogo intellettuale. C’è il chiacchierone petulante e secchione Ottavio Postiglione, evitato da tutti. Poi c’è Piero, soprannominato Er Patata, interpretato da Verdone: un insicuro professore di lettere in un istituto privato (che in quegli anni pare essere visto ancora come un’onta). Alla moglie borgatara preferisce la candida studentessa con cui intrattiene una relazione clandestina. Ma una volta trovato il coraggio di scegliere lei e sovvertire gli schemi sociali ormai cristallizzati, che impongono la convivenza con l’infelicità latente dell’essere adulti, si rende conto che a nulla è valso lo sforzo.

Compagni di scuola è un film che dimostra tutti i suoi anni. Pur condito da un grande senso di comicità, godibile e benefico, ci offre uno scorcio su un modo di essere adulti che oggi non esiste più. Il film ci racconta una società in cui avere 35 anni trovava la sua normale espressione nell’essere insoddisfatti, con un lavoro ormai fisso, non sempre appagante. Oggi la precarietà, pur nei suoi atroci risvolti, ha insegnato ai 35enni di oggi che non potranno mai fidarsi a mettere i piedi sul tavolo, rilassarsi con in mano una birra e nell’altra il telecomando. Sempre costretti a reinventarsi, non ci sarà mai un momento di certezza perché bisogna essere sempre pronti a cambiare. Difficile dire se è un bene. Ma guardare questa commedia accende anche questo tipo di riflessioni.

Per quanto riguarda la canzone di oggi, ci ascoltiamo “I’m so Tired” dei Fugazi, un brano che sto ascoltando a ripetizione. Malinconico quanto basta per accompagnare queste serate primaverili.

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