Cristiano Turato ci racconta il suo nuovo disco, “La festa”

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Il 10 aprile è uscito il nuovo album di Cristiano Turato, La festa, dieci brani inediti in cui il cantautore rivive i momenti più importanti della sua vita analizzando le scelte compiute nel corso degli anni, senza rinnegare nulla.

«Nei brani si legge la volontà di mettere a nudo le mie fragilità, le domande e i dubbi di una vita intensa, vissuta fin da subito per le strade, nei cortili delle chiese e nei bar del paese: da qui “La festa” — dichiara Cristiano Turato — Ho avuto la pretesa di ridipingere la mia anima, svestendola delle proprie certezze, trovando qualche spunto ironico per irridere vecchie pose, frantumatesi nel corso della mia vita».

Lo abbiamo raggiunto per un’intervista.

Ciao Cristiano, l’ultima volta che ti ho visto è stato sul palco dei Nomadi, a Novellara, nel 2017. Cos’è successo in questi ultimi 3 anni?
In questi tre anni ho studiato molto, sono una persona instancabilmente alla ricerca della bellezza, è un privilegio ereditato da papà, mamma e i miei nonni; questo mi permette di immergermi nelle profondità della mia anima e capire, capirmi e sorprendermi. Ho letto molto, quanto mi piace leggere e sentire il profumo delle pagine di un libro. Le mie letture sono totalmente fuori dai radar del cosiddetto mainstream e si proiettano in quel mondo sommerso, ma mai così Vero. In “The other side” c’è la parte che tengo sotto tiro e da cui mi sono staccato moltissimo tempo fa: io la TV non la guardo.
Ho vissuto la mia famiglia fino in fondo. Sentendola come mai prima, sono riuscito a leggermi dentro e cambiarmi, aspetto non trascurabile e fondamentale visto i tempi. Ho scritto molto, il disco è la prova, producendo brani per tre album e suonato molto, insomma la vita di un artista.

In Atlantide dici “Ho vissuto tante vite, abitato in mille pensieri, per il tempo di un respiro”. Chi è Cristiano Turato?
In “Atlantide” non parlo del sottoscritto ma della vita che ci riempie le vene, rende visibile l’invisibile, una forza mai doma insita nell’essere umano. Forse dimenticata in qualche meandro buio nelle nostre prigioni e convinzioni. Cristiano Turato è quell’anima difettosa che non smette di cercare il centro da cui nasciamo e di cui non possiamo prescindere.

Che cos’è per te La festa?
“La festa” è stata scritta nell’agosto 2019, una notte dentro alla stanza di un b&b. Il miei occhi stanchi sono scivolati nella pizza vuota che fin prima aveva suonato di felicità. La festa è la nostra capacità di reagire, di dire no agli abusi continui, ai 20 anni di frustate sulla schiena. La festa è la nostra ribellione verso quella parte che vuole affondarci. La festa è il nostro bellissimo paese, l’Italia, capace di rialzarsi sempre ma mai come adesso troppo addormentato. Prima della tanta agognata coscienza collettiva — essere una comunità di fratelli nel mondo — abbiamo un assoluto bisogno di riscoprire chi siamo veramente e credere che le differenze sono il sale di questo mondo e non un ostacolo insormontabile.

La title track dell’album, La festa appunto, ha una collaborazione con Carlo Kaneba. Mi racconti com’è nato questo connubio tra Padova e la Sicilia?

Francesco Pisana è il mio manager, bassista e direttore della Thunder Label Germany, etichetta tedesca con cui ho fatto uscire inizialmente il brano “Atlantide” il 7 maggio 2019, ed è grazie a lui che la featuring si è concretizzata.
Carlo ha accettato da subito di cimentarsi in questa pazzia e lo ringrazio molto per la sua disponibilità, ci incontreremo presto.
Ci sono altre collaborazioni, è doveroso ringraziare Alberto Roveroni. Grazie a lui, ho avuto l’onore della presenza di Max e Daniel, due grandissimi musicisti. Le collaborazioni, quelle giuste, lasciano la sensazione che l’arte sia ancora l’unica via da seguire per recuperare un pezzettino di quella umanità che servirebbe anche in momenti come quello che stiamo vivendo ora.

Trovo molto interessante la copertina del disco. Mi racconti la sue genesi e il suo concept?
Gli artisti quelli veri, non inventati da YouTube o da un format, esistono. Cristian Dossena è uno di quelli buoni, un visionario dalle mille risorse, un fotografo appassionato di vita e di arte. La fortuna di questo mondo è che ancora artisti votati alla vera arte sostengono una cultura banale e sciatta.


Stiamo vivendo un periodo molto particolare. Come si promuove un disco senza poter incontrare il proprio pubblico? Hai pensato a qualcosa di speciale?
Con la forza di un sorriso, la voglia di scrivere e di non fermarsi. Il distacco da retaggi artistici fasulli. La convinzione che ogni nota arrivi al cuore delle persone, al canto degli uccelli in volo, agli angoli del mondo. Il cambiamento arriva da “un singolo semplice atto d’amore”: il mio lo è.

TRACKLIST
01 – Atlantide
02 – Legno
03 – Festa feat. Carlo Kaneba
04 – 2019
05 – Ho una cosa da raccontarti
06 – Vado a cercare acqua su Marte
07 – Settembre
08 – Gringo
09 – Luce
10 – Follia

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Mattia Luconi
Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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