#IoRestoACasa e vedo Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti

Giungla, fantasmi e arte in un film sui RaiPlay Fuori orario, film d'autore

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Lo zio  Boonmee che si ricorda le vite precedenti
di Apichatpong Weerasethakul

Su RaiPlay Fuori orario Film d’autore
a questo link
https://www.raiplay.it/programmi/lozioboonmeechesiricordaleviteprecedenti

Lo zio Boonmee ha una piccola tenuta in apparenza tra la campagna e la giungla tailandese. Nella notte il passaggio è indistinguibile. Nella notte molti film di Weerasethakul sconfinano in questa giungla e sembrano incepparsi nel buio costringendo lo spettatore da aguzzare la vista fino a che vede animali fosforescenti, spiriti, fantasmi. Nel caso dello zio Boonmee, che è moribondo per una malattia terminale, appaiono fantasmi a parlare del passato o esce dalla giungla una specie di spirito irsuto dei boschi con occhi rossi che lampeggiano e che si rivela un figlio perduto. Lentissimo, ai limiti dell’esasperazione, il cinema di Weerasethakul ha rivelato le sue ambizioni all’ultima Biennale d’arte di Venezia. D’arte, non di cinema. Il regista tailandese ferma i film fino a renderli installazioni d’arte, fotografie, arazzi. E quando fa dipinti, fotografie o arazzi c’è più giungla e più movimento che nei film. La questione dei fantasmi è singolare, se ne parla come di vita quotidiana, gli spiriti riguardano anche rimorsi politici (lo zio Bonmee ha ucciso troppi comunisti durante i rovesci politici di quel paese), la metafisica delle reincarnazioni, i miti, la sua sessualità trasversale tra specie, la morte, la malattia e il banale quotidiano concorrono tutti al puzzle lentissimo e un po’ folle. Se resistete capite come ha vinto la Palma d’oro a Cannes.

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