Springsteen ai tempi del Covid-19, una canzone al giorno: “Life itself”

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Pandemia 2020, giorno 25. Life itself, la vita stessa che mai come in questi giorni di quarantena stiamo rimpiangendo, ricordando, aspettando. Scritta tra maggio e giugno del 2017, proprio durante la fase finale di preparazione di Magic, Life itself è stata registrata ad Atlanta alcuni mesi dopo con la E Street Band durante la pausa del Magic Tour con la produzione di Brendan O’Brien. Ennesima canzone di amore e di perdita, proprio come la vita. Springsteen dice: “Tu eri la vita stessa, quella che mi viene incontro correndo, con il vento tra gli alberi, la vita stessa, nei tuoi occhi e nel tuo cuore, non posso farcela senza di te”.

Ma esattamente come nella vita, e non potrebbe essere diversamente, tutto è destinato a finire, o quantomeno potenzialmente tutto può finire, anche le cose più preziose, “i tesori che custodiamo di più, che scivolano via fino a farci diventare sordi nei confronti della musica e ciechi verso la bellezza di Dio”, e allora non resta che domandarci “perché le cose che ci legano, lentamente ci allontanano, fino a che non svaniamo nella nostra oscurità, estranei ai nostri stessi cuori?”

Life itself venne pubblicata negli USA come singolo mp3 su Amazon il 28 dicembre 2008, ma ha una caratteristica che non ha nessuna altra canzone scritta da Bruce: non è mai stata suonata dal vivo, né con la band, né in versione acustica e questo la rende decisamente una canzone particolare. Il video, girato nello studio di Atlanta, mette insieme una serie di immagini della registrazione del brano e volti di sconosciuti. E anche se Working on a dream, l’album, non è tra i più amati di Springsteen, a mio parere contiene delle piccole chicche, come appunto Life itself, che meritano di essere recuperate. Presentando  questo disco Bruce disse:

«Verso la fine della registrazione di Magic, ero entusiasta del ritorno delle sonorità pop e continuavo a scrivere. Quando Brendan O’Brien ascoltò le nuove canzoni  mi disse ‘Continuiamo così’. nel corso dell’anno successivo quello fu esattamente ciò che facemmo, registrammo il disco con la E Street Band durante le pause del tour. Spero che questo album abbia preso l’energia della band appena scesa dal palco dei concerti più esaltanti che abbiamo mai fatto. Tutte le canzoni sono state scritte in fretta, abbiamo sempre utilizzato uno dei primi take e abbiamo fatto il disco di botto dall’inizio alla fine».

#stiamoacasa, #brucespringsteen, #letsplaythemusic

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Patrizia De Rossi
Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss. Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati due su Luciano Ligabue: Certe notti sogno Elvis (Giorgio Lucas Editore, 1995) e Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue (Arcana, 2011). Uno (insieme a Ermanno Labianca) su Ben Harper, Arriverà una luce (Nuovi Equilibri, 2005) e uno su Gianna Nannini, Fiore di Ninfea (Arcana). Il suo ultimo libro, scritto con Mauro Alvisi, s'intitola "Autostop Generation" (Ultra Edizioni). Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.

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