Fratelli Bennato, un singolo inedito per beneficenza

Si intitola "La realtà non può essere questa", e il ricavato delle vendite sarà interamente devoluto agli ospedali napoletani impegnati nella lotta contro il Covid-19.

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L’intero Pianeta, lo sappiamo bene, sta combattendo la più ardua battaglia in tempo di (illusoria) pace, e tutti i comparti professionali sono stati messi in ginocchio dalle essenziali restrizioni finalizzate a tutelare la salute pubblica. Tra essi, particolarmente in sofferenza è il mondo dell’Arte, che si alimenta di condivisione e altra ne genera, amplificando a dismisura il proprio valore. Tanti sono i protagonisti dello spettacolo che, in questi giorni di surreale cupezza, hanno voluto mettere talento e generosità al servizio di una sfida che ci trova tutti alleati, e non sorprende che i fratelli Bennato, da sempre in prima linea nella promozione dei diritti, siano tra essi: La realtà non può essere questa è il titolo del brano inedito che Edoardo ed Eugenio hanno scritto (ciascuno da casa sua) e interpretato per annullare le distanze fisiche e per sentirsi e farci sentire più vicini.

Nel pezzo, prodotto e arrangiato da Giuseppe Scarpato e disponibile su tutti gli store digitali, si ritrovano tante delle sensazioni di questo nuovo “mondo da scoprire”, dentro e fuori di noi, perché soprattutto oggi non si deve rinunciare ai propri sogni, alle “parole sussurrate” di un amore che non può essere virtuale, alla vita che canta la sua ribellione e non si può fermare. “La realtà è tutta in questa stanza/nella rete che annulla ogni distanza/la realtà è fuori dal balcone/nella rete che diventa una prigione/…/La realtà è tutta da rifare/è la vita che non si può fermare/e che canta la sua ribellione”.

 

«È una ballata classica, che racconta questa sorta di “day after” che stiamo vivendo, che vuole trasmettere le buone vibrazioni del futuro alle porte», dice Edoardo, che “assimila” la nuova canzone alle sue Venderò, L’isola che non c’è Pronti a salpare. Eugenio, che ha scritto le parole sulla musica del fratello, continua: «Percepiamo diversamente la realtà rispetto a prima: la stanza è lo spazio in cui si esauriscono questi giorni, mentre il balcone è il luogo che ci collega con il mondo esterno. Il web, invece, è da qualche tempo la prigione dove rischiamo di perdere il rapporto vero: guardarsi negli occhi, parlarsi da vicino».

«All’inizio avevo un’altra idea, poi Eugenio, con la sua genialità  — aggiunge Edoardo — ha scritto un testo che rappresenta proprio la realtà di adesso. Si dice che non può essere questa la realtà, quella che si percepisce dal e sul web. Il nostro è un brano di speranza caratterizzato da una melodia propositiva: la realtà è difendere i più deboli, i più vulnerabili, è tutto il mondo da scoprire oltre le quattro mura di casa, è l’amore che sventola nel porto, quindi dobbiamo cambiarla: ora è proprio la necessità!». «È una collaborazione artistica basata sulla volontà di mantenere un feeling tra due fratelli che hanno stili diversi — conclude Eugenio — Ci rivolgiamo allo stesso pubblico, con una scelta di partenza molto distante ma con la stessa idea di fondo: dire ciò che pensiamo, per dare un senso al presente. Parliamo del vero rapporto, quello umano, quello che, per esempio, noi due abbiamo con il pubblico: la musica è condivisione, è avere di fronte la gente che ti ascolta. Anche se il contatto fisico dà la forza all’arte, noi abbiamo puntato sull’intesa artistica a distanza. Seppur lontani, non abbiamo avuto difficoltà nel comporre questo brano, perché la creatività non conosce ostacoli. È una canzone nata in poco tempo, immediata come la realtà che ci si è presentata davanti».

La canzone è accompagnata da un videoclip, realizzato anch’esso dalle rispettive abitazioni: i fratelli Bennato hanno così aggiunto una nuova meraviglia al loro repertorio (Venderò, Tutto sbagliato baby, Non è amore, tra i tanti titoli composti insieme) scritta con quel disincanto che fa bene all’anima e che darà il suo contributo all’emergenza Covid-19: i proventi derivanti dalla canzone, infatti, saranno devoluti all’Azienda Ospedaliera dei Colli (Monaldi – Cotugno – C.T.O.) di Napoli.

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Chiara Rita Persico
Classe ’83, nerd orgogliosa e convinta, sono laureata con lode in ingegneria dei sogni rumorosi ed eccessivi, ma con specializzazione in realismologia e contatto col suolo. Scrivo di spettacolo da sempre, in italiano e in inglese, e da sempre cerco di capirne un po’ di più della vita e i suoi arzigogoli guardandola attraverso il prisma delle creazioni artistiche di chi ha uno straordinario talento nel raccontarla con sincerità, poesia e autentica passione.

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