Restiamo a casa a vedere i classici di RaiPlay. Il link del film:
https://www.raiplay.it/video/2017/08/FILM-I-magliari-c8c3a96f-d08f-42ec-8c35-8c4c589624e3.html
Mario Balducci (Renato Salvatori), un giovane operaio toscano, ha deciso di lasciare Hannover per ritornare a casa, deluso dell’esperienza tedesca benché il paese sia in pieno boom economico. Casualmente incontra Totonno (Alberto Sordi), un truffatore romano vestito elegante e dedito alla vendita di stoffe e tappeti, che riesce a convincerlo a rimanere in Germania. Mario si aggrega allora al clan di don Raffaele (Carmine Ippolito) capo dei magliari del sud impegnati nel contrabbando di stoffe e in lotta con i polacchi che si sono impossessati del monopolio di quel commercio illegale trasferendosi da Hannover ad Amburgo. Presto gli eventi precipiteranno.
Francesco Rosi dopo La sfida, ambientato tra i camorristi napoletani del mercato ortofrutticolo, nel 1959 con I magliari affronta il tema della violenza mafiosa tra i nostri immigrati all’estero esprimendosi nel suo stile incisivo e originale, sullo sfondo di una Germania opulenta e tentacolare tra locali notturni, bar poco raccomandabili, pieni di fumo, frequentati da uomini in giacconi di pelle e donne volgari al suono dei jukebox. Splendida la fotografia in bianco e nero di Gianni Di Venanzo che conferisce alla pellicola un’atmosfera da espressionismo tedesco. Memorabile la sequenza in cui Alberto Sordi in auto confessa a se stesso la sua condizione di sconfitto dalla vita e la scena finale dell’addio tra Totonno e Paula Meyer (Belinda Lee), la moglie di un ricco tedesco che per non rinunciare alla sua ricchezza, non accetta di fuggire con lui in Italia.







































