Springsteen ai tempi de Covid-19, una canzone al giorno: “Real man”

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Pandemia 2020, giorno 26. Un salto indietro, di quasi trent’anni, per la canzone di oggi: “Real man”. E’ un brano scritto all’inizio degli Anni ’90 e pubblicato su Human Touch nel 1992. Anche questa, come la canzone di ieri (“Life itself”), è una di quelle passate un po’ sotto silenzio e soprattutto suonata poche volte dal vivo. Certo, Human Touch (insieme a Lucky Town) sono i primi due album, con relativo tour, nei quali manca la E Street Band,  sostituita da un gruppo di volenterosi e discreti musicisti. Tutti ricordiamo quel periodo di pausa che Bruce si era voluto prendere dalla sua storica Band. Ebbene, forse – e sottolineo forse – anche per questo è stata poco ripresa nei successivi tour. E tutti ricordiamo l’uscita contemporanea dei due album. Molti critici li stroncarono, o quantomeno ne parlarono non nei termini utilizzati fino a quel momento per i dischi di Springsteen. Ma furono soprattutto i fans a mettere in discussione i due dischi. Resta  il fatto però che riascoltando quei due album a distanza di anni, sono  tutt’altro che deprecabili.

Quindi stasera parliamo – e ascoltiamo – “Real Man” nella versione fatta dal vivo a Stoccolma il 17 giugno del 1992. Oltre ai musicisti che avevano partecipato alla registrazione, sul palco c’è anche Professor Roy Bittan che introduce il brano e che aveva suonato in un paio di brani dell’album (“Roll of the dice” e “Real World”).  “Real Man” è un brano scanzonato e ironico in cui Bruce racconta che non ha bisogno di avere una pistola in mano per sentirsi un uomo vero, a lui bastano i dolci baci della sua ragazza. Che non gli servono  nervi d’acciaio e una camminata da fico (come quelle che si vedono nei film) ma solo di sapere che l’amore della sua donna è autentico. Soprattutto – dice Bruce – “quando ti guardo negli occhi, so soltanto una cosa, tesoro, sarò abbastanza duro e se saprò trovare il coraggio di darti tutto il mio amore, allora mi sentirò un uomo vero”

Parlando di Human Touch (e di Lucky Town) una volta Springsteen disse: “Nei primi anni ’90 ci ho provato a scrivere canzoni felici, allegre, ma non hanno funzionato, al pubblico non sono piaciute”.

Chissà- se questi due dischi Bruce li avesse suonati con la E Street Band (e con il sound della ESB) –  quale sarebbe stata la loro sorte. Chissà se venissero riproposti oggi (con la E Street Band) come sarebbero accolti. Domande sciocche e retoriche, ovviamente, che non trovano risposta.  A me piace, però, riascoltare ogni tanto questi album, e riscoprire cose quasi dimenticate. Io, ai concerti del tour del ’92-’93, mi divertii tantissimo (questo lo ricordo senza alcuna ombra di dubbio), non ero a Stoccolma, ma a Milano e a Parigi sì. Tra l’altro, il 3 maggio del 2019, Springsteen ha fatto uscire su disco, l’intero concerto del 25 luglio 1992 registrato alla Meadowlands Arena di East Rutherford, in New Jersey. Se vi capita, andate ad ascoltarlo, dentro c’è energia positiva purissima e travolgente, non ve ne pentirete!

Schermo intero, volume a palla e via a ballare e cantare con Bruce  “Real Man”!

#stiamoacasa, #brucespringsteen, #letsplaythemusic

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Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss. Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati “Ben Harper, Arriverà una luce” (Nuovi Equilibri, 2005, scritto in collaborazione con Ermanno Labianca), ”Gianna Nannini, Fiore di Ninfea” (Arcana), ”Autostop Generation" (Ultra Edizioni) e ben tre su Luciano Ligabue: “Certe notti sogno Elvis” (Giorgio Lucas Editore, 1995), “Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue” (Arcana, 2011) e il nuovissimo “ReStart” (Diarkos) uscito l’11 maggio 2020 in occasione del trentennale dell’uscita del primo omonimo album di Ligabue e di una carriera assolutamente straordinaria. Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.

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