Coronavirus, Franceschini: «È allo studio piattaforma per la cultura italiana». Per i concerti tempi lunghi

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©Riccardo Medana

Ospite della trasmissione di Rai 3 Aspettando le parole, il Ministro dei Beni culturali e del Turismo Dario Franceschini ha affrontato il tema della crisi che ha colpito il mondo del turismo e della cultura in seguito al coronavirus, annunciando che «nel prossimo decreto ci saranno incentivi seri per le imprese del turismo ma anche per far viaggiare le famiglie». Un settore, ha aggiunto, cha vale il 13 per cento del Pil, quindi è di fondamentale importanza.

Il Ministro ha detto che sono allo studio «incentivi a imprese-famiglie, perché bisogna salvare assolutamente il settore. Occorre lavorare molto sul turismo interno e di prossimità, vogliamo dare incentivi seri a imprese che si occupano di turismo e dare incentivi anche a famiglie con redditi medio-bassi per andare in vacanza in Italia. Quest’anno saranno vacanze italiane».

Altro settore di fondamentale importanza è quello, troppo spesso trascurato, della cultura e dello spettacolo, che dà lavoro a centinaia di migliaia di persone, quasi nessuno “garantito”.

Ha detto il Ministro: «Stiamo ragionando sulla creazione di una piattaforma che consenta di offrire a tutto il mondo la cultura italiana a pagamento, una sorta di Netflix della cultura, che può servire in questa fase di emergenza per offrire i contenuti culturali con un’altra modalità, ma sono convinto che l’offerta online continuerà anche dopo: per esempio, ci sarà chi vorrà seguire la prima della Scala in teatro e chi preferirà farlo, pagando, restando a casa».

Poi ha aggiunto che in queste settimane di lockdown «si è capita fino in fondo la potenzialità enorme del web per la diffusione dei contenuti culturali, c’è stato un esplodere di creatività». A suo avviso, è proprio questa la base di partenza per sviluppare un progetto più strutturato.

Quindi ha detto che il governo è impegnato a «fare tutto il possibile perché tutti i settori della cultura ripartano: ma se è facile immaginare di riaprire un museo rispettando le misure di sicurezza, le distanze, la sanificazione degli ambienti, è più difficile invece pensare ad eventi che si tengono in luoghi affollati, come concerti, cinema teatri. Settori per i quali dovremo concordare con il comitato tecnico-scientifico modalità che ne consentano la riapertura».

Ovviamente oggi, ha continuato Franceschini, «è difficile dire quali saranno i tempi, si può solo dire che faremo tutto il possibile. Quello che è certo è che bisognerà adattarsi, non è che arriva un giorno di colpo la normalità, ci sarà una lunga fase di ritorno alla normalità in cui bisognerà convivere con precauzioni e misure di sicurezza».

In definitiva, stando alle parole del Ministro, pare praticamente certo che almeno per questa estate, e forse anche oltre, saltino tutti i concerti. Questo ripropone con forza il tema di intervenire economicamente per aiutare le tante persone che lavorano nel settore: dietro ogni concerto ci sono decine, a volte centinaia di persone che non appaiono, ma il cui ruolo è fondamentale, e che sono pagate a prestazione, quindi se non lavorano non guadagnano niente. Così come è importante pensare a tutti coloro che lavorano “dietro” o “dentro” il cinema o il teatro, attrezzisti, macchinisti, operatori, maschere, truccatori, scenografi. Un mondo assai variegato, spesso misconosciuto, che però è fatto di persone in carne ed ossa che devono mantenere famiglie.

Per quanto riguarda il mondo della musica, in attesa che arrivino aiuti dal governo (e noi speriamo vivamente che arrivino), un’idea l’ha avuta Enrico Ruggeri, che in un post ha scritto: «Dato che è evidente che come sempre il mondo della musica dovrà cavarsela da solo senza aiuti, ricordo a tutti che i biglietti del 2020 sono in gran parte già stati venduti. Basterebbe dare un anticipo a tutte le maestranze col denaro che qualcuno ha già incassato».

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Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino) e "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi". Ultimo libro uscito: "Massimo Riva vive!", scritto con Claudia Riva.

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