#IoRestoACasa con Spettakolo

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Il senso di #IoRestoACasa, lo abbiamo detto tante volte, era tenere compagnia a chi ci leggeva e a noi stessi in questi giorni complicati in cui spesso la noia rischia di fare da padrona. Articolo dopo articolo, però, durante questa quarantena tutti abbiamo imparato qualcosa.

Grazie a musica e cinema, ad esempio, abbiamo anche riscoperto come innamorarci, nuovamente e con più intensità, del nostro Paese. L’Italia più bella l’abbiamo incontrata e ammirata soprattutto in queste giornate difficili. E ogni video postato online mi ha fatto tornare in mente la nazione che Francesco De Gregori ci canta da decenni in Viva l’Italia.

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Nelle corse contro il tempo e nei sorrisi dei medici in corsia ho rivisto “l’Italia che lavora, l’Italia che si dispera, l’Italia che si innamora”, nella voglia di ritornare alle cose semplici che tutti stiamo provando, come sedersi ai tavoli di un bar, ho rivisto “l’Italia del valzer e l’Italia del caffè”. “L’Italia liberata” invece è stata per me oggi quella dei tramonti mozzafiato, delle acque del mare più limpide che mai e degli animali che, spinti dal silenzio, si sono riappropriati delle città.

Ma soprattutto in ogni piccolo sacrificio quotidiano portato avanti da ognuno di noi ho ritrovato “l’Italia con gli occhi aperti nella notte triste”, quella che ha ancora il coraggio di sperare. Viva l’Italia, l’Italia che resiste.

Oltre al titolo di una canzone, però, Viva l’Italia è anche il titolo di un film. Precisamente di un lungometraggio del 2012 diretto da Massimiliano Bruno che racconta la storia di Michele Spagnolo, un onorevole che, dopo un malore, si risveglia con una parte del cervello danneggiata che gli fa perdere i freni inibitori e lo costringe a dire sempre la verità. La sua nuova condizione avrà ripercussioni positive e negative, anche sulla vita dei suoi cari e sui rapporti che intercorrono tra i suoi tre figli (Raoul Bova, Alessandro Gassmann e Ambra Angiolini), costretti a una convivenza forzata per prendersi insieme cura di lui.

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Con le canzoni e i film abbiamo cercato di infonderci ottimismo, ogni tanto ci siamo commossi, altre semplicemente distratti. Ora, con l’avvicinarsi della fase 2, questo film può forse insegnare a tutti noi come ci si abitua a un mondo diverso e a una condizione di vita differente. Michele Spagnolo si addormenta politico bugiardo e si risveglia padre incapace di non dire la verità. Noi siamo stati allontanati da un mondo di abbracci e tavolate al ristorante e ci ritroveremo a riprendere la vita in mezzo a città piene di mascherine e distanziamento sociale.

La condizione di Michele Spagnolo è definitiva, la nostra — per fortuna — transitoria. Ma dovremo imparare per un po’ a convivere con queste novità. E chissà se anche noi, alla fine, riusciremo a trovare in questa nuova e strana condizione qualcosa di buono.

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