Springsteen ai tempi del Covid-19, una canzone al giorno: “Janey Don’t You Lose Heart”

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Pandemia 2020, giorno 28. Janey Don’t You Lose Heart uno dei migliori esempi dello Springsteen pop, una canzone rimasta fuori dagli album in studio e pubblicata per la prima volta ne 1985  come B side del singolo 7″ I’m Going Down. Venne poi  inserita  nel box Tracks nel 1999. In realtà è un brano che Bruce scrisse addirittura nel 1979 e che venne provato nelle interminabili session dell’album Born In The USA iniziate a metà gennaio del 1982 e conclusesi nel 1984.  Springsteen per Born In The USA compose più di 80 canzoni, secondo le varie ricostruzioni fatte da Chuck Plotkin,  Bob Clearmountain e lo stesso Springsteen  se ne sono contate  86. Di queste ne rimasero una trentina di cui 12 alla fine, pubblicate in Born In The USA. Delle altre parleremo nei prossimi giorni.

Janey Don’t You Lose Heart venne suonata dal vivo per la prima volta il 27 settembre de 1985 durante il concerto di Los Angeles che in un primo momento doveva essere realizzato nel cofanetto Bruce Springsteen and The E Street Band 1975-1985 (5 album in vinile o 3 cd), alla fine però venne esclusa da quelle selezioni. Non era mai stata suonata in precedenza dalla ESB dal vivo e passarono otto anni prima che Bruce la riprendesse in un concerto. Eppure è una delle canzoni più amate dai fans. Tornando alla storia della canzone, dicevo che è stata scritta nel mese di marzo del 1979 con il titolo di Everyday and Every Night ma nel 1983, Bruce decise di cambiarne il testo e il titolo che diventò appunto quello attuale.  A fare da controcanto e a suonare la chitarra nelle prime versioni c’era Steve Van Zandt, solo in un secondo momento (il 14 luglio del 1985) venne rimpiazzato da Nils Lofgren.

Per quello che riguarda il testo, il brano parla di una ragazza disillusa e delusa dalla vita, che ha perso tutti i suoi sogni (You got no new dreams to touch) si sente vuota e priva di stimoli, ma il narratore la invita a non perdersi mai d’animo, perché lui è lì al suo fianco a farsi carico, se lei glielo permetterà, di tutti i suoi dolori e di tutte le sue lacrime:

You got your book baby with all your fears
Oh let me, honey, and I’ll catch your tears, ah no no no no
I’ll take your sorrow if you want me to, no no no no no
Yeah come tomorrow that’s what I’ll do
Listen to me, Janey don’t you lose heart

Non è solo una  una canzone d’amore, ma anche, a me sembra, una canzone di amicizia, di solidarietà, di sostegno dato a chi soffre di più. Una canzone perfetta per questo periodo sospeso in cui siamo chiusi in casa senza avere il conforto dei nostri amici e  di chi ci vuole veramente bene, ma anche senza quello della nostra identità sociale e professionale. E dunque, schermo intero, volume a palla e fuori il fiato…

#stiamoacasa, #brucespringsteen, #letsplaythemusic

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Patrizia De Rossi
Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss. Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati “Ben Harper, Arriverà una luce” (Nuovi Equilibri, 2005, scritto in collaborazione con Ermanno Labianca), ”Gianna Nannini, Fiore di Ninfea” (Arcana), ”Autostop Generation" (Ultra Edizioni) e ben tre su Luciano Ligabue: “Certe notti sogno Elvis” (Giorgio Lucas Editore, 1995), “Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue” (Arcana, 2011) e il nuovissimo “ReStart” (Diarkos) uscito l’11 maggio 2020 in occasione del trentennale dell’uscita del primo omonimo album di Ligabue e di una carriera assolutamente straordinaria. Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.

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