#iorestoacasa con Spettakolo

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In questi giorni il tempo atmosferico riflette il tempo interiore, non è necessariamente una cosa negativa ma aiuta a mettere e mettersi in discussione.
Sarà quest’aria cupa, saranno i primi minuscoli spiragli di luce che si fanno strada a fatica attraverso l’aria quantomai pulita eppure dannatamente densa, ma qualcosa di tutto questo grida “DAJE CO LANTHIMOS!”

E Lanthimos sia !

Girano diverse leggende su Stanley Kubrick, tuttavia una di queste ha un fondo di verità: il regista fu uno dei primi uomini a viaggiare nel tempo.
I dettagli di tale avventura sono raccontati in una buddy comedy clamorosa che non troverete mai da nessuna parte, ma alla fine del viaggio (e dopo qualche bicchiere di troppo) lui ed Euripide adottano un bambino (l’Antica Grecia stava avanti sui diritti civili, schiavi a parte) e lo chiamano Yorgos.
Tornato nel presente Yorgos avrà, oltre che il più pesante caso di jet lag della storia, l’idea anni dopo di fondere ambedue le sue eredità in un film.

Il Sacrificio Del Cervo Sacro.

Tutta ‘sta stronzata solo per dire che Lanthimos ha tirato fuori dal cappello un capolavoretto straniante prendendo la storia dell’Ifigenia e traslandola in un universo contemporaneo straniante fatto di operazioni a cuore aperto, cover a cappella di Ellie Goulding, archi inquietanti e l’immancabile scena di masturbazione distratta (in La Favorita era toccata ad Emma Stone) ma soprattutto di inquadrature da urlo.
Un film esteticamente bello e terrificante senza mai esserlo apertamente, un film che muta forma e cambia diventando un altro film senza contorcersi.
Un film che non lascia indifferenti, neanche per errore.
È greve, è bello, è elegante.
Dire qualsiasi cosa sarebbe spoiler.
Guardatevelo.

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Per quanto riguarda la canzone rimaniamo sempre sul filone delle cosette misconosciute dato che se dovessi consigliarvi una roba tipo RomeoandJulietdeiDireStraitspuntoapicaledellamusicaingeneraledaichilotireràmaifuoriuncapolavorosimilefacciamoiseri sarei anche banalone.
Quindi andiamo nei peggiori Pub scozzesi e tiriamo fuori di forza Cristophe Casanave, ignoto esponente dell’impressionante quantitativo di artisti Scozzesi con cognomi italiani e discreto cantautore.
Il pezzo che suggeriamo è If You’re Mine, una semplice, ruvida e sincera canzone d’amore che funziona, funziona da morire.
Vuoi che sia per i pezzi in cui sembra quasi imbruttire all’universo per poi sciogliersi e tornare ad un’accorata promessa, vuoi per la semplicità della canzone ma questo pezzo è un’ostrica da bancone.
Della presenza della perla non ci importa.
Non stavolta.

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