Un Racconto di Quarantena in Divenire Vol.5 Quarantena, creatività e altre storie.

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Oggi è quasi autunno, precisamente il 21 di aprile.

Lo dico perché stare in casa, in isolamento, con la pioggia è più facile, ce ne siamo accorti tutti.

Per la prima volta si prova sollievo a vedere le nuvole addensarsi e scendere la pioggia.

La tortura di veder sfilare giornate di luce primaverile, primo calore, sole, è atroce.

E’ una pausa temporanea, da quel che si può capire, ma aiuta a capire tante cose.

Nel frattempo, quasi ad ogni minuto, due teorie opposte e contrarie, si scontrano come treni lanciati nella pianura sullo stesso binario e noi siamo lì, in mezzo, tra le macerie del pensiero razionale.

Complotti, bestialità disumane, eroismo, cifre, malati, e la Germania che era preparata, tutto si mescola in una fonte di ansia assoluta e paure assortite.

Unico sollievo vero è la disciplina della quale mi occupo e che sembra essere quella più colpita dalla crisi e dagli strascichi della stessa: la musica.

Tutti i musicisti, ma anche i tecnici, tutto il settore è colpito.

Si prova a pensare al dopo ma quello che sembra l’orientamento delle organizzazioni sanitarie preposte sembra vedere la ripresa dell’attività live nel 2021.

La creatività prende strade strane, a metà tra l’onirico e il flagellatorio, nel senso che ti viene in mente che si potrebbe riprendere con esibizioni “one to one” all’aperto, distanziati dalla custodia della chitarra, in luoghi ove ci si trova grazie a una foto o alle coordinate del navigatore, con una esibizione che può essere una canzone, tre o cinque, numeri dispari come devono essere le rose.

Ulteriore possibilità quella di raggiungere la provincia, in parchi e altri luoghi.

 

AZIONE & REAZIONE
LA MUSICA AI TEMPI DEL VIRUS

Alla fine del lockdown penso a esibizioni “one to one” nei parchi della mia città
a scelta 2 canzoni o 5 o 7 a seconda della quantità di tempo a disposizione.
live in the park of Modena.
location a scelta:
Novi Park
Giardini Estensi
Viali del Parco.

Possibilità di raggiungere la provincia e l’Appennino.
Sempre rivolto a una persona alla volta…
che ne dite?
Il distanziamento verrà calcolato in base alla custodia della chitarra che è più di un metro…
è sufficiente una panchina che si potrà raggiungere con le coordinate g.p.s. o con una foto.
oppure un albero specifico in un parco.
La musica non può e non deve fermarsi.
ce ne sarà sempre più bisogno
perché la nostra anima ne ha bisogno!

Il giorno dopo rileggi e ti viene da ridere.

Ridi così tanto che ti viene da piangere.

Ma dobbiamo essere positivi.

Anche se dobbiamo persino cambiare il nostro vocabolario.

 

Nel frattempo ho avuto modo, grazie all’invito di Francesca e Roberta Vecchi, costumiste cinematografiche di grande esperienza nel cinema italiano più interessante e necessario, di partecipare a una esperienza di insegnamento a distanza con un gruppo di alunne e alunni della “Scuola D’Arte Cinematografica Gian Maria Volontè” .

 

http://scuolavolonte.it/

PUBBLICA. GRATUITA. PER TUTTI
La Scuola Volonté è un centro di alta formazione professionale che si avvale dell’apporto didattico di rinomati professionisti del cinema italiano e offre una concreta possibilità di relazione con l’industria audiovisiva.

La mia presenza era imperniata sul rapporto cinema e musica, come i due linguaggi si penetrano e ispirano.

La musica vive di riferimenti ed echi culturali che riverberano idealmente le istanze di libertà e evoluzione della cultura giovanile.

Studiare e analizzare l’influenza delle scelte musicali dei giganti del passato ci aiuta a costruire una originalità del presente.

JOHNNY CASH FOLSOM PRISON BLUES 1957

colore NERO come THE MAN IN BLACK

Canzone straordinaria che viene pubblicata nel 1957, da una piccola ma rivoluzionaria etichetta di Memphis, la Sun Records di Sam Phillips.

La canzone confronta le sensazioni di libertà (il fischio del treno in lontananza) e la cattività dentro la cella. il canto di Johnny è così “vero” che ha dato origine alla credenza popolare FALSA che Cash fosse un ex-galeotto.

THE MAN IN BLACK registrerà la versione definitiva della canzone quando ando’ a suonare per i carcerati a Folsom registrando il suo epocale disco live “At Folsom Prison” nel 1968.

  

Il primo intervento di Francesca e Roberta riguardava l’argomento delle divise, così ho provato a girare attorno al concetto di quello che comunichiamo come musicisti come messaggio.

Johnny Cash si è vestito di nero per (quasi) tutta la sua vita in segno di solidarietà umana verso quelli che erano stati lasciati indietro da una crescita della società dei consumi e del capitalismo selvaggio.

Un esempio altissimo di integrità morale

Il secondo intervento ha riguardato i Velvet Underground & Nico, grazie allo straordinario lavoro ai costumi di Francesca e Roberta per “Nico 1988”, il film di Susanna Nicchiarelli che racconta gli ultimi mesi di vita della musa di Andy Warhol.

ALL TOMORROW PARTIES VELVET UNDERGROUND feat. Nico 1966

colore bianco & nero

Canzone splendida scritta da Lou Reed per i Velvet, la preferita del loro produttore e mentore Andy Warhol, un mondo di junkie e travestiti raccontato da un ragazzino poetico e ispirato, decadente ma vitale, uno schiaffo in faccia al fare musica nelle accademie e un ritorno nelle strade che aprì le porte all’idea e al concetto del punk.

Cantata da Nico, la ex modella inserita da Andy Warhol nel laboratorio della Factory e dentro i Velvet con teutonica rigidità è il simbolo di una New York ricca di fermento.

L’incipit della canzone scritta da quel geniaccio poetico di Lou Reed recita:

” and what costume shall the poor girl wear”

insomma nulla di più adeguato.

Il terzo intervento è stato da me improntato sulla mia partecipazione come musicista alle riprese della serie “L’Alligatore” che si vedrà su Rai2 in ottobre, tratta dal ciclo di romanzi di Massimo Carlotto, con la regia di Daniele Vicari ed Emanuele Scaringi.

ALL MY SOUL Rigo 2020 Canzone originale per la serie tv L’Alligatore

Colore delle rose

Una storia che parla di un personaggio ossessionato dalla musica, quello dell’Alligatore, con echi di blues pre-war e mood minore. Le allitterazioni parlano di tutto ciò che si deve fare con tutta l’anima, la musica, l’amore. La vita

L’idea di base della canzone è proprio questa, la vita vale la pensa sempre di essere vissuta e le cose vanno fatte con tutta l’anima, con passionalità, esattamente come fanno musica Johnny Cash e i Velvet.

Come proviamo a fare noi semplici mortali.

Meraviglioso è poter vedere a distanza gli studenti e sentire appunto la loro passione.

La loro partecipazione attenta, le loro idee, così originali, fa ben sperare in un momento così difficile e fanno capire che l’arte e la vita andranno avanti.

 

Continuo a fare dirette in streaming per il Circolo Pickweek.

Il sesto appuntamento è imperniato su una mia canzone, resa in acustico, che si chiama  “The Moon Is You”, nata da una meravigliosa poesia di Jack Kerouac, un vero ispiratore.

 

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Il reading è tratto da una delle meravigliose lettere che Vincent Van Gogh scrisse al fratello Theo.

L’anima colorata e dolente per le ingiustizie del monto di Vincent, quella sua ipersensibilità, quel suo vedere il mondo a una nuova profondità, esce con prepotenza dalle parole di un artista vero.

Uno che non ha mai venduto uno dei suoi quadri in vita ed era in possesso delle chiavi all’anima del mondo, uno che era come la luna e il cielo stellato e le nuvole.

Vincent.

Ecco il video.

Keep it Rocking

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