#iorestoacasa con Spettakolo

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#iorestoacasa

Noi restiamo a casa, tutti. La quarantena ormai è la nostra nuova normalità, le giornate sono scandite da bollettini e notiziari mentre cerchiamo di reinventarci chimici, virologi, statisti per tentare di comprendere da soli la situazione, convinti che i media non ci dicano proprio tutta la verità.

“È la stampa, bellezza”, vi direbbe Humphrey Bogart. E il mondo del giornalismo, lo sappiamo, ha i suoi lati oscuri. Senza andare troppo indietro nel tempo — di uscita o della storia — questa settimana vi consiglio di guardare un film che, proprio a causa dell’emergenza Covid-19, è stato caricato sulla piattaforma Prime Video Italia il 17 aprile 2020 (la sua uscita cinematografica era prevista per il 26 marzo 2020): Bombshell – La voce dello scandalo.

Questa pellicola, vincitrice di un Oscar, racconta gli scandali avvenuti nella redazione di Fox News nel 2016. Un caso di cronaca ben noto che ha colpito l’azienda di Rupert Murdoch e il direttore della Fox Roger Ailes, accusato di molestie sessuali. Charlize Theron, chiamata a vestire i panni della protagonista Megyn Kelly, si rivolge direttamente allo spettatore e racconta quello che a noi pare un lungo servizio d’inchiesta.

Al netto di qualche ingenuità, il film è ben fatto, racconta un’attualità stringente, è ben recitato (ci sono anche, accanto alla Theron, Margot Robbie e Nicole Kidman) e soprattutto sottolinea magistralmente la tortura psicologica di chi un abuso lo subisce, al netto dei titoli di cronaca. Allo stesso tempo la storia è semplice, frammentata nelle tre esperienze delle protagoniste e riunita poi nel comune epilogo. John Lithgow interpreta magistralmente non solo Roger Ailes, ma quella tipologia di uomo molesto cresciuto con un’idea tossica della mascolinità e che fa dell’abuso di potere il suo mantra.

E se il consiglio cinematografico è fresco di settimana, per la canzone sono andata parecchio indietro con gli anni ma, credetemi, ne sarà valsa la pena. Alzatevi con fiducia dalle sedie e fatevi trasportare negli anni ’70 dai Creedence Clearwater Revival con Lookin’ Out My Back Door. Il ritmo è un rockabilly a cui non potrete resistere, una potentissima canzone del buon umore, non la più bella del gruppo, ma sicuramente la più efficace in questo periodo. Un pezzo semplice, che Fogerty scrisse basandosi su un libro per bambini di suo figlio (anche se molti, considerati gli anni, la ritennero frutto di qualche eccesso con gli acidi) e che mirava a celebrare una delle figure più importanti del Bakersfield Sound (genere country anni ’50 particolarmente amato dalla band), Buck Owens. Che sia stato un brano riuscito ce lo dicono le classifiche del tempo, che lo videro altissimo tra i singoli statunitensi… e il fatto che 50 anni dopo ascoltarlo regala ancora la stessa boccata di spensierata allegria.

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