Roy Paci: “Se la musica non conta niente, spegniamo tutto. Così capiranno quanto pesa la sua assenza”

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Ieri sera, dopo la conferenza stampa del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, la mancanza di menzioni e aiuti per sostenere alcuni settori ha scatenato inevitabili malcontenti.
Il settore dello spettacolo (tra i più colpiti), nonostante i vari appelli di diversi artisti a difesa delle maestranze che operano nella filiera musicale, sembra essere stato ancora una volta dimenticato. Roy Paci, autore, cantante e trombettista italiano, si è fatto così promotore di una proposta che può essere letta dal principio come una provocazione, ma che ha alla base la rassegnazione di vedersi confinati tra coloro che non contano niente e che sono quindi invisibili. Nel momento in cui tanti lavoratori “a intermittenza” rischiano di non arrivare a fine mese, nonostante le tante voci che hanno sollevato l’attenzione su di loro, l’artista sostiene di “spegnere” la musica dappertutto. Forse solo il silenzio assordante dell’iniziativa renderà chiaro quanto è pesante questa assenza:

In tutta questa lunghissima quarantena io e la mia fedele Sofia ci siamo dati davvero tanto (e grazie al cielo non eravamo gli unici, anzi) per sollevare l’umore agli anziani soli, per allietare le giornate ai bimbi impauriti, per far sentire vicinanza ai tanti adolescenti ‘disorientati’ ma soprattutto, per ricordare ad ogni uscita virtuale che c’è un mondo sommerso e sconosciuto ai più, fatto di migliaia di lavoratori e lavoratrici della musica e del teatro.
Io stasera, queste due parole non le ho nemmeno sentite sussurrare, caro Presidente.
Abbiamo atteso trepidanti questo momento per capire se finalmente il leggendario team di esperti e professionisti avesse preso a cuore questo appello che altri colleghi come me hanno già fatto.
Capisco il calcio, capisco le grandi imprese, capisco tutto ma non posso accettare che tante sorelle e fratelli che hanno lavorato sempre con grande passione e spirito di abnegazione dietro le quinte dell’incompreso mondo dello spettacolo e i tanti musicisti e attori che non vivono da rockstar, possano essere ridotti alla fame.

Allora, alla luce di questa agghiacciante realtà, proporrei di sostituire la parola LOCKDOWN con la più lapidaria OFFLINE.
Penso sinceramente che il silenzio assordante dell’eliminazione di tutte le manifestazioni musico-teatrali dalla vita degli italiani, in questo momento più che mai, sarebbe la più forte e sensata risposta a questa indifferenza nei confronti di questa categoria che ripeto e sottolineo è stata in tutto questo periodo sempre viva e presente e non si è mai risparmiata.
Nessuno più suoni da ballatoi e balconi, nessuno più reciti da finestre e cortili, nessuno più danzi da tetti e corridoi.
Abbassiamo le saracinesche dell’arte, chiudiamo i sipari della creatività, spegniamo tutto, compresi i servizi di streaming, perché forse solo così si accorgeranno di quanto è pesante questa assenza.
La totale mancanza di parole e note, di quei suoni che in questo delicato momento storico, nel rispetto di chi ci ha lasciato, sono stati il miglior farmaco per la paura, la tristezza, l’ansia e l’angoscia di milioni di italiane e italiani.

Una pausa indefinita, un tacet ad libitum.
Utopia? Forse.
Io ci riprovo a testa alta come sempre e con coerenza e rispetto per i più deboli, ci metto la faccia.

Roy Paci (artigiano della musica)

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Maria Francesca Troisi
Campana verace, trascorre gli anni degli studi tra Salerno, Milano e Roma. Appassionata da sempre di scrittura e musica, matura negli anni diverse esperienze nel campo dell’informazione e spettacolo, ricoprendo il ruolo di giornalista, blogger e ufficio stampa per siti di musica, quotidiani, e associazioni culturali.

3 COMMENTI

  1. Ciao, sono Ugo Rapezzi e ho lavorato per decenni nell’ambito della musica e dello spettacolo. Se c’è bisogno di me appoggio e condivido volentieri la proposta di Roy Paci (peraltro l’avevo fatta anch’io una decina di giorni fa sul mio profilo fb).

  2. Oggi tramite le catene dei Social riusciamo a organizzare il minuto di silenzio o a cantare tutti dai balconi… Si dovrebbe organizzare un ora di silenzio musicale tutti i social gli store le radio levare per un ora la colonna sonora alla giornata di tutti…. Uniamoci e facciamo capire l’importanza della musica

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