#iorestoacasa con Spettakolo!

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Siamo agli sgoccioli della Fase 1. Quella fase in cui restare a casa è un obbligo morale e un’apprezzata virtù. Noi di Spettakolo! siamo ancora qui, a suggerirvi come passare qualche ora senza pensare alla quarantena, con un film o una canzone. Il film di oggi è un po’ particolare. Non ha una trama, non ha una fine e anche l’inizio è difficile da decifrare. Si tratta di PAZ!, film del 2002 diretto da Renato De Maria e tratto dai fumetti dell’indimenticato Andrea Pazienza. In questa opera cinematografica, i personaggi di Pazienza escono dalla bidimensionalità della carta per prendere vita in una serie concatenata di sketch estrapolati da almeno quattro opere diverse del disegnatore, tra cui Zanardi (1983), Le straordinarie avventure di Pentothal (1982) Giorno, apparso sulla rivista Frigidaire nel gennaio 1981.

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I protagonisti sono Penthotal (Claudio Santamaria), Fiabeschi (Max Mazzotta) e Zanna (Flavio Pistilli) e benché abitino tutti nella stessa casa, il numero 43 di via Emilia Ponente, ci accorgiamo ben presto che i protagonisti non interagiranno mai fra di loro, che non si conoscono e che anche la casa in cui vivono è un semplice backdrop che vuole suggerire un’interconnessione più astratta che reale fra i personaggi.

Siamo nella Bologna del mito studentesco di fine anni ’70 e le vicende dei tre personaggi si inseriscono in un tessuto sociale fatto di lotte di classe, di autoaffermazioni confuse in un carosello di vite instabili e temporanee. Ci sono scene preziose per i loro risvolti grotteschi che ci sbattono in faccia la realtà effimera dell’ambizione alla rivoluzione. È un nichilismo divertito quello che emerge dalla visione di questo film, che consiglio a tutti per la quantità di scene in cui si ride di gusto. L’ho visto per la prima volta quando avevo 16 anni e il film ebbe il pregio di insegnarmi cosa fosse realmente il concetto di radical chic, quando questo concetto non era ancora appannaggio degli analfabeti funzionali. Preistoria.

La canzone che vi propongo oggi è tratta direttamente dalla colonna sonora del film, dandogli una forza ancora più ineluttabile. Io sto bene dei CCCP, pubblicata nel 1985, racchiude perfettamente il senso di disillusione post boom e di una crisi esistenziale senza tempo. I CCCP sono forse stati l’unico gruppo punk che ha forgiato una corrente punk originale italiana. Quando Giovanni Lindo Ferretti (fra l’altro anche un cameo nel film) non si era ancora votato ad altro. Preistoria anche questa.

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