Nuovo singolo dei Bob Balera: «Nonostante tutto, vogliamo essere ottimisti»

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Bob Balera

Dopo i buoni riscontri dell’album di esordio È difficile trovarsi, è fuori da pochi giorni Non chiami mai, il nuovo singolo dei Bob Balera, band veneta composta da 5 musicisti, formatasi a Padova nel 2012. Il brano anticipa un cd di tracce inedite (e una cover) la cui uscita è prevista per il prossimo l’autunno. 

Non chiami mai affronta il tema di un amore irrisolto: due persone si rincorrono, si cercano ma non si (ri)trovano, forse per orgoglio, per la paura di un rifiuto o perché semplicemente l’attrazione è finita. Ci racconta tutto con un filo di ironia Romeo Campagnolo, voce della band, raggiunto telefonicamente in studio.

Innanzitutto chi sono, i Bob Balera?
«Amici di vecchia data che si frequentano da molti anni, e che un giorno hanno deciso di formare una band di genere elettro pop. La formazione è rimasta pressoché invariata ma è cambiato il sound, grazie all’arrivo del nostro nuovo produttore, Claudio Corradini. Non chiami mai è un’anticipazione di quella che sarà la nostra nuova svolta musicale. La presenza di Claudio sta facendo la differenza, lima i nostri piccoli difetti e corregge quello che inesperienza o istinto ci porta a fare».

Come nasce questo pezzo?
«Il brano, in bilico tra il serio e il faceto, è nato spontaneamente durante una jam session di prove ed è stato proprio Claudio, a consigliarci di recuperare quel sound tipico della canzone d’autore. Amiamo molto i gruppi e i cantautori che hanno spopolato tra gli anni ’70 e ’80, un patrimonio che non va dimenticato».

A un certo punto della canzone, spunta un kazoo. Come nasce questa idea?
«Il kazoo appartiene alle radici di un certo tipo di cantautorato italiano degli anni ’60, basti pensare a Paolo Conte o a Edoardo Bennato che lo usavano spesso, se pur in generi diversi. Ci è sembrato perfetto, per il nostro ».

A supporto del singolo è uscito un video, molto ‘social’ e pieno di protagonisti. Chi sono?
«
Sono amici storici e colleghi musicisti che si sono resi disponibili per girare, in una sorta di playback, alcuni divertenti contributi. Ci hanno aiutato a montare un video girando le scene rigorosamente in casa. Una buona soluzione, in tempi di quarantena».

Chi è il più social dei Bob Balera?
«Sicuramente Matteo, io e Antonio siamo i più pigri».

Ci date una piccola anticipazione di come sarà il vostro secondo album?
«Sarà un cd ottimista, ne abbiamo davvero bisogno soprattutto di questi tempi. Cantiamo l’amore che dà gioia e libertà e piccoli racconti di vita quotidiana. Le canzoni saranno undici, compresa L’aquila di Lucio Battisti, un brano che uscì nel 1972 che mi fece conoscere mio padre, quando ero bambino».

Ci sono tante donne in questo disco.
«Tante, lo confesso (ride!, ndr). Ovviamente racconto vicissitudini non solo mie, ma anche degli altri componenti del gruppo».

Musicalmente vi trovate sempre d’accordo?
«Non sempre. Abbiamo gusti musicali diversi. Io adoro i cantautori italiani, da Lucio Battisti a Enzo Carella.  Antonio ama il rock e le sonorità distorte, Matteo – che in passato lavorò in studio con Guido Elmi che ama ricordare per professionalità e carisma, è più indirizzato alla melodia».

Romeo, due parole su questo momento drammatico e surreale che stiamo vivendo. Come trascorrono i cinque Bob questa vita in isolamento?
«Io amo leggere e guardare film, ma come Antonio ho un lavoro che mi costringe a essere operativo fuori casa. Lavoro nel settore alimentare, mentre lui fa l’infettivologo a Forlì. Il suo umore in questo periodo è altalenante… a volte è ottimista altre volte si fa prendere dallo sconforto». 

La prima cosa che farete quando, debellato questo terribile virus, sarà possibile finalmente uscire di casa.
«Finiremo di registrare il cd, ci chiuderemo in sala prove e appena si potrà ripartiremo a fare le serate. I Bob Balera hanno voglia di risalire sul palco, ma la salute, chiaramente, sta alla base di tutto». 

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