Un Racconto di Quarantena in Divenire Vol.6 La Pazienza

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Continuo a suonare.

Lo faccio con passione, grazie all’invito dei Circolo Pickweek, per una serie di trasmissione in streaming a distanza, con la libertà di fare quello che più mi piace.

Qui mi sono divertito a reinterpretare “Ol’55” del grandissimo Tom Waits, mentre il reading è tratto da “A Conti Fatti” di Simone de Beauvoir.

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Ol’ 55

Well my time went so quickly
I went lickety-splickly out to my old ’55
As I drove away slowly, feeling so holy
God knows, I was feeling alive

Now the sun’s coming up
I’m riding with Lady Luck
Freeway cars and trucks
Stars beginning to fade, and I lead the parade
Just a wishing I’d stayed a little longer
Oh, Lord, let me tell you that the feeling’s getting stronger

And it’s six in the morning, gave me no warning
I had to be on my way
Well there’s trucks all a-passing me
And the lights are all flashing
I’m on my way home from your place

And now the sun’s coming up
I’m riding with Lady Luck
Freeway cars and trucks
Stars beginning to fade, and I lead the parade
Just a-wishing I’d stayed a little longer
Oh, Lord, let me tell you that the feeling’s getting stronger

And my time went so quickly
I went lickety-splickly out to my old ’55
As I pulled away slowly, feeling so holy
God knows, I was feeling alive

Now the sun’s coming up, I’m riding with Lady Luck
Freeway cars and trucks
Freeway cars and trucks
Freeway cars and trucks

Oldsmobile del ’55

Il mio tempo passava così velocemente
Scendevo veloce come un fulmine* dalla mia Oldsmobile del ’55
Mentre mi allontanavo con calma, sentendomi così sacro
Dio sa come mi sentivo vivo

Adesso il sole sta sorgendo
Sto cavalcando con la Signora Fortuna
Macchine d’autostrada e camion
Le stelle iniziano a svanire, e io guido il corteo
Avrei solo desiderato di restare un po’ più a lungo

Oh, Signore, lasciami dire che la sensazione sta diventando più forte
E sono le sei di mattina, non mi ha dato nessun avvertimento
Dovevo essere in strada
Ci sono tutti i camion che mi passano
E tutte le luci lampeggiano
Me ne sto andando da casa tua

Adesso il sole sta sorgendo
Sto cavalcando con la Signora Fortuna
Macchine d’autostrada e camion
Le stelle iniziano a svanire, e io guido il corteo
Avrei solo desiderato di restare un po’ più a lungo
Oh, Signore, lasciami dire che la sensazione sta diventando più forte

Il mio tempo passava così velocemente
Scendevo veloce come un fulmine dalla mia Oldsmobile del ’55
Mentre mi allontanavo con calma, sentendomi così sacro
Dio sa come mi sentivo vivo

Adesso il sole sta sorgendo, sto cavalcando con la Signora Fortuna
Macchine d’autostrada e camion
Macchine d’autostrada e camion
Macchine d’autostrada e camion

Un inno fatto di poesia, giovinezza, spensieratezza e amore. Come quelle prime lunghe nottate passate a parlare, amare, sognare.

La location è “Il Posto” a Modena, la chitarra acustica è una Goya.

Il reading invece è tratto da “A Conti Fatti” della eccezionale Simone de Beauvoir.

Che cosa potrei  aggiungere di interessante alla vita di una scrittrice così importante e fondamentale? Io, un bassista che ha incontrato le parole piene di stile e verità della scrittrice un poco per caso?

Devo sfruttare le parole di una scrittrice italiana:

«…Ci si può fidare della Beauvoir. Dice solo quello che conosce, ma conosce molto e lo dice con scrupolosa chiarezza».

Lalla Romano

Ci si può fidare.

Non è poco.

Il reading è tratto da questo libro, da me acquistato per l’attrazione che provo per i volumi dell’Einaudi, una scoperta favolosa. Un racconto di vita vera, vissuta, cazzuta nelle decisioni e nelle descrizioni.

Quello che cerchiamo nella musica e nelle pagine di un libro è il potersi abbandonare con fiducia appunto alla narrazione, questo è quello che ci capita con Tom Waits…e con Simone de Beauvoir.

La quarantena continua, le persone cominciano a non fidarsi più di niente e di nessuno, la fiducia sembra crollata.

Eppure dobbiamo avere fiducia, nel suono delle parole, nelle canzoni, nella vita stessa.

Così mi sono avventurato in una cover ancora più avventurosa e bizzarra da fare per solo basso, voce e un piccolo groove:

Can’t Find My Way Home dei Blind Faith, scritta dal geniale Steve Winwood per il supergruppo che univa Winwood, Eric Clapton, Ginger Baker e Rick Grech.

Una avventura durata un disco.

Disco splendido, con dentro canzoni immortali e uno stile che era una evoluzione rispetto a quello che avevano fatto tutti i musicisti.

Il reading è invece di Etgar Keret e si chiama Pazienza.

Quanta ce ne vuole in questo periodo?

Ecco la storia dell’uomo più paziente del mondo e del suo consiglio per farcela in questo mondo.

Il basso usato è un Goya dentro il mio Ampeg.

Etgar Keret è uno scrittore israeliano.

Qui una sua storia tratta dal Corriere.

https://www.corriere.it/esteri/20_marzo_29/coronavirus-etgar-keret-immagino-mia-morte-senza-piu-respiro-ce33be08-71e8-11ea-b6ca-dd4d8a93db33.shtml

Tutti in questo periodo immaginiamo tanto…a volte la sera, immaginiamo e creiamo futuri, svolte, cambiamenti e poi, faticosamente ci addormentiamo.

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Pazienza amici e amiche.

Maggio si avvicina.

 

(ringrazio Francesca Vecchi, my love per le riprese del video di Waits)

Il Posto di Modena per l’ispirazione continua.

Il rock and roll…

 

 

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