Maurizio Pasca (SILB): che fine faranno le disco e i 4.7 milioni di persone che ballano ogni weekend?

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«Siamo chiusi da fine febbraio e non sappiamo quando riapriremo e come riapriremo» ha dichiarato in una recente intervista Maurizio Pasca, presidente del SILB, l’associazione delle imprese che fanno intrattenimento da ballo e pubblico spettacolo. Il rischio di non riuscire a ripartire è concreto, senza aiuti specifici ed uno stop per ora indefinito. «Il governo per ora fa solo garante di prestiti che seguono il normale iter procedurale con le banche.  Le discoteche da sole dannò lavoro a 50mila persone, con un fatturato di 4 miliardi… senza contare l’indotto di barman, camerieri, catering, musicisti, ballerini, dj, tecnici, etc.». I gestori delle disco hanno proposto un protocollo per poter gradualmente riaprire, ma sono ovviamente disposti a discutere. Purché qualcuno si ricordi di loro, ovvero che oggi il settore ha bisogno d’aiuto concreto.
Il problema è grave. Perché le discoteche italiane sono chiuse al Nord dal 22 febbraio, ovvero da oltre due mesi. Oggi il Presidente del Consiglio Conte parla almeno di spettacolo e cultura. Non  è proprio la stessa cosa, visto che per uno strano gioco di parole tutto italiano le disco fanno “pubblico spettacolo”, mica spettacolo artistico puro e sublime come La Scala. Le disco fanno intrattenimento e qui nascono amori, amicizie e cose belle che durano una vita… ma fanno arte solo a tratti. Di solito fanno divertire e si sa che in Italia, anche in tempi normali, divertirsi non è una cosa importante.
Figuriamoci oggi che divertimento e assembramento fanno rima con problema e contagio. Qualche buontempone, dopo il plexiglass da mettere tra un ombrellone e l’altro, un’idea senz’altro geniale e i concerti da vivere in auto come al drive in in stile Happy Days, si è esercitato in una “raving suite” (un completo per andare a un rave, una festa “illegale”). L’immagine, bella esteticamente come un abito da sfilata che nessuno indosserà mai manco una volta l’anno, ha fatto il giro del mondo partendo da Mixmag, perché pure oggi le stramberie piacciono ai media adulti. Perché la discoteca oggi fa paura. Tanto i ragazzi, quelli che ballano davvero, di queste cose si interessano pochissimo.
In realtà, dovrebbe fare molta più paura il fatto che milioni di ragazzi presto usciranno di casa legalmente e non avranno luoghi in cui incontrarsi, ballare, far tardi in sicurezza. Il “problema”da gestire  sono soprattutto loro, non solo il destino di chi lavora di notte e di sera, oltre che del turismo, che con il divertimento fa sempre sistema.
Ma torniamo alle notizie positive del giorno. Il governo ha parlato di spettacolo e le parole sono importanti.«Guardiamo ovviamente con apprensione anche al mondo dello spettacolo, del teatro al mondo della musica, del cinema», ha detto Conte accennando pure ad un incontro del Ministro della Cultura Franceschini con importanti esponenti di quest’ambito.
Oggi il Ministro Franceschini ha infatti incontrato star e professionisti della cultura “alta” e/o di quella popolare: Stefano Accorsi, Alessio Boni, Roberto Bolle, Emma Dante, Anna Foglietta, Carlo Fontana, Paolo Fresu, Monica Guerritore, Vinicio Marchioni, Stefano Massini, Roy Paci, Nicola Piovani, Vittoria Puccini, Luca Salsi. Di questo passo, tra qualche settimana o qualche mese, mentre le settimane passano, se le discoteche non sono già tutte chiuse, arriverà pure a incontrare Gabry Ponte, Principe Maurice, Cristian Marchi, Marco Carola, che di mestiere fanno i dj e fanno divertire ogni weekend circa 4.3 milioni di persone ballano ogni weekend e 19 milioni ogni anno.
L’uomo ha sempre ballato e tornerà a ballare. Speriamo possa succedere presto,  in sicurezza. In discoteca e anche altrove.

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Giornalista & comunicatore (o viceversa), Lorenzo Tiezzi sta online più o meno tutto il giorno. Il sito della sua agenzia è www.lorenzotiezzi.it, il suo clubbing blog AllaDiscoteca.com. All'attività di comunicatore affianca quella di giornalista freelance. Scrive di tendenze, musica, nightlife, ovvero, riassumendo all’osso, di amenità. Fiorentino, classe ‘72, si è laureato in Dams Musica nel 1996. Prima di dedicarsi a giornalismo e comunicazione ha lavorato in tv come coautore e curatore (Tmc2, Mtv) e in teatro come direttore di palco. Appassionato di arte, vino e sport, nel novembre 2013 ha corso la sua prima maratona e punta tutto su un tempo improbabile (3h e 30’’).

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