“Desdemona”, nuovo album per i Rossometile: quando il gothic metal diventa multicolore

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Rossometile

Si intitola Desdemona l’ultimo album dei Rossometile, band nata a Salerno nel 1996 ed attualmente formata da Ilaria Hela Bernardini (voce), Rosario Runes Reina (chitarra), Pasquale Pat Murino (basso) e Gennaro Rino Balletta (batteria). Le canzoni sono undici e le sonorità sono prevalentemente gothic metal, con contaminazioni etno pop. A livello di testi, i temi trattati sono invece il distacco, la separazione, la fine delle relazioni e il momento del passaggio.

Desdemona è il primo disco dopo l’ingresso nella band della cantante Ilaria Hela Bernardini, avvenuto lo scorso anno. A lei e a Rosario Reina, che invece del gruppo è uno dei fondatori, abbiamo rivolto qualche domanda per farci raccontare il nuovo disco e il mondo musicale del Rossometile.

Da poco avete pubblicato il vostro ultimo disco, intitolato Desdemona. Si ascoltano sonorità gothic metal, sia pure con molte contaminazioni. È questo il suono che volevate?
Assolutamente sì. L’idea di base era quella di ottenere un disco inquadrabile nel genere symphonic/gothic metal; lavorandoci sopra, sono usciti fuori numerosi spunti che hanno fatto sì che il risultato finale fosse variegato e “multicolore”, seppur conservando alla radice un carattere facilmente riconoscibile nel ventaglio del metal. Anche la lingua italiana – impronta caratteristica dei Rossometile da sempre – ha fatto sì che il risultato finale fosse in qualche modo un po’ “pop” e quindi fruibile anche da un’ampia fascia di ascoltatori, partendo da quelli assidui del genere per arrivare a quelli meno abituati a tali sonorità.

La voce ha un ruolo centrale in questo lavoro. Quale impronta ha dato l’ingresso nella band di Ilaria?
Si, la voce è sempre al centro della nostra musica e in particolare lo è in quest’album. Ilaria ha una vocalità molto ricca che spazia del lirico al pop, ed esplora anche tecniche come il Kulning, una forma di canto antichissima utilizzata nei paesi scandinavi per richiamare il bestiame. Ilaria ha caratterizzato il cantato di quest’album lavorando intensamente a tutti gli arrangiamenti vocali dei brani ed ha inoltre partecipato alla scrittura dei testi.

Una canzone dell’album si intitola Storia d’amore e peste ed è ispirata ad una storia narrata da Hermann Hesse in Narciso e Boccadoro. Recita il testo: Corriamo via dalla morte, la buona sorte ci accompagnerà. Sembra una canzone quasi profetica, alla luce del periodo che stiamo vivendo, non trovate?
Si! non avremmo mai immaginato che questo brano, che abbiamo realizzato più di un anno fa, potesse diventare così attuale. Pubblicarlo ha assunto un significato nuovo per noi e lo abbiamo  fatto nel massimo rispetto di chi si è ammalato e di chi sta soffrendo per la perdita dei propri cari, sperando che magari la storia narrata nel brano possa servire ad esorcizzare la paura che stiamo vivendo.

Rossometile

I Rossometile esistono dal 1996 e questo è il vostro quinto album. Come si è evoluta la vostra musica in tutti questi anni?
Un lasso di tempo così ampio, unito a molteplici cambi di line up, ha necessariamente determinato notevoli cambiamenti, anche nella direzione musicale della band. Abbiamo all’attivo cinque album tra loro molto diversi, in particolare i primi tre rispetto agli ultimi due. Prima di approdare al gothic metal abbiamo attraversato fasi pop rock e fasi progressive e in nessuna di tali fasi siamo stati puri nel genere. Abbiamo sempre introdotto influenze di generi differenti. Questa è probabilmente la caratteristica principale che fa si che la musica dei Rossometile sia difficilmente catalogabile. Anche tra il quarto album Alchemica e il quinto Desdemona c’è stata un’evoluzione, che ha portato all’introduzione dell’orchestra sinfonica, ma probabilmente con questi due album abbiamo tracciato una strada importante per il futuro compositivo della band.

Collegandomi alla domanda di prima, vi chiedo: com’è cambiata in un quarto di secolo la scena musicale italiana? Fra pop radiofonico, hip hop e trap, c’è ancora spazio per il genere metal nelle sue varie declinazioni?
La scena musicale in Italia è cambiata molto velocemente, forse troppo velocemente! Che la scena musicale si rinnovi e subentrino nuove tendenze è un fenomeno normale, ed è anche positivo per la musica stessa, tuttavia il dubbio è che nei tempi recenti questi cambiamenti non siano indotti da una vera necessità culturale di rinnovamento in ambito musicale, ma più che altro da un fenomeno di costume e di moda che tende ad imporre dei nuovi modelli o riferimenti, quasi sempre dal contenuto artistico inferiore rispetto a quelli rimpiazzati. Ecco che la musica rischia di diventare materia di consumo, alla stregua di un oggetto, e tutto ciò è molto deludente. L’unica possibilità è andare contro corrente proponendo idee che abbiano sempre un contenuto artistico alto, cercando di nutrirsi di bellezza e cultura, ignorando le proposte che appaiono prive di tutto ciò. Hip hop e trap sono generi che ormai raccontano una generazione e con le mie parole non voglio denigrarli, però il contenuto artistico di questa musica è oggettivamente inferiore rispetto a quello della musica che li ha preceduti.

Il rosso di metile è un composto chimico, un indicatore di acidità. Perché avete scelto questo nome?
Esattamente! A un certo valore di pH il rosso di metile determina l’immediata colorazione rossa di una soluzione incolore. Pensammo che sarebbe stato originale immaginare di trasporre in musica il fenomeno cromatico che avviene in chimica col rosso di metile. E così unimmo le parole “rosso” e “metile” creando il nostro “rossometile”.

La vostra band è nata a Salerno. Si dice spesso che il sud offre poco a chi vuole fare musica. È davvero così o è un luogo comune?
Per quanto attiene la nostra esperienza di band penso di poter dire che è un luogo comune. Non credo abbia molta importanza il luogo di origine di una band che abbia come obbiettivo quello di fare inediti rock e metal, soprattutto oggi. La rete permette a chiunque di veicolare i propri contenuti, quindi il luogo di provenienza non condiziona in alcun modo le attività promozionali. Potremmo parlare degli spazi che il nostro territorio offre a chi proporre musica live inedita, che sono senz’altro pochi, ma si tratta di un problema culturale generalizzato in tutta la nazione e non può certo costituire un freno o un alibi per una band che propone musica propria, e che non può certo avere come scopo quello di esibirsi solo nel proprio territorio.

Ascoltando le vostre canzoni, si pensa inevitabilmente a come potrebbero suonare dal vivo. Quanto vi manca non poter fare concerti in questo periodo?
Avevamo già iniziato ad organizzarci e a provare per i live da prima che l’album fosse terminato, e trovarsi di fronte ad una situazione in cui il disco finalmente ha visto la luce ma non possiamo presentarlo dal vivo ci ha sicuramente amareggiati un po’. Siamo ovviamente consapevoli che l’imposizione della chiusura di tutte le strutture e del divieto di assembramento sia necessaria affinché venga salvaguardata la cosa più importante, ossia la salute di tutti. Comunque non ci siamo affatto lasciati scoraggiare e abbiamo approfittato di questo lockdown per intensificare la produzione di ulteriore materiale.

In questa fase di forzata inattività, quindi, avete iniziato a lavorare a qualche nuovo progetto?
Come dicevo, abbiamo approfittato del periodo di lockdown per continuare a produrre musica. Abbiamo già in cantiere molto materiale, sia per un futuro disco che per un album acustico celebrativo da pubblicare in occasione dei venticinque anni di Rossometile, il prossimo anno. Stiamo anche affinando le nostre tecniche di registrazione e produzione “home made” per poter definire il lavoro da fare ancor prima di entrare in studio di registrazione: questo ci consente di lavorare più facilmente agli arrangiamenti e di avere una visione più chiara di quello che sarà il prodotto finale. Abbiamo inoltre in cantiere alcuni videoclip pronti per essere girati non appena verrà dato il via libera per poterci incontrare di nuovo!

Il video di Hela e il corvo:

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.

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