#IoRestoACasa e vedo Totò contro i quattro

Una divertente commedia diretta da Steno, il padre dei fratelli Vanzina

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Foto film Totò contro i quattro

Restiamo a casa a vedere i classici di RaiPlay. Il link del film:

https://www.raiplay.it/video/2014/08/Toto-contro-i-quattro-17f1c9ef-dfbd-49e2-b7a1-c3b65637d698.html

Il commissario di pubblica sicurezza Antonio Saracino (Totò) uscito di casa alla mattina scopre di aver subito il furto della sua automobile. Furibondo urla al suo braccio destro, il brigadiere Di Sabato (Ugo Alessio):“Telefona subito ai Vigili Urbani, ai Commissariati, ai Pompieri, alla Stradale. Bloccate le strade, le autostrade, i confini e le frontiere, tutti..”. A complicare la situazione arriva nel suo ufficio il cavaliere Alfredo Fiore (Peppino De Filippo) sicuro del tradimento di sua moglie con il veterinario esibendo come prova dell’infedeltà la testimonianza del suo pappagallo. L’uomo molto agitato involontariamente fa anche bere per errore al poliziotto un bitter forse avvelenato!! Al povero commissario Saracino rischiano di saltare i nervi dovendo anche investigare su segnalazione del colonnello La Mazza (Ermino Macario), un sedicente proprietario di un’agenzia investigativa, su di una villa isolata nella quale entrano diverse ragazze senza mai uscirne. Il detective privato è convinto di trovarsi di fronte a un nuovo Henri Landrau, l’assassino detto Barbablù, che in Francia uccise e fece sparire da una villa molte donne dopo averle derubate.  Diretto da Steno nel 1963, Totò contro i quattro sceneggiato da Bruno Corbucci e Giovanni Grimaldi, si base curiosamente su fatti di cronaca realmente avvenuti tempo prima, come l’avvelenamento di un commerciante con un bitter inviatogli per posta dall’amante della moglie e la truffa allo Stato per centinaia di milioni di Cesare Mastrella, un ispettore della Dogana (nel film il nome è Mastrillo con il volto di Nino Taranto).  Interpretato da uno stuolo di caratteristi che hanno dato tanto al cinema italiano degli anni Cinquanta e Sessanta, il film è una somma di gag davvero divertenti come il difetto di pronuncia dell’agente Pappalardo (Nino Terzo). “Ma che ha l’asma?” dice il commissario al suo fedele brigadiere. “No, tartaglia”- gli risponde e poi ancora sconvolto dal difetto dell’agente, Saracino sbotta: ”Ma che ha un’aspirapolvere in bocca?”. “No, parla con il risucchio” ribadisce Di Sabato.  Ironica è anche la sequenza nella quale il commissario si intrattiene in un bar con il colonnello La Mazza, colui che deve metterlo al corrente della misteriosa villa nella quale spariscono le donne. “Lei è un fenomeno, non sbaglia mai commissario”. “Non è esatto– risponde il poliziotto- Anche io qualche volta ho commesso un errore” togliendosi il cappello dalla testa. Il riferimento è al famoso spot pubblicitario di Carosello della brillantina Linetta interpretato dall’ attore Cesare Polacco nei panni dell’ispettore Rock.

 

 

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Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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