6 maggio 1961, nasce George Clooney

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 “conosco le mie limitazioni come attore, ma la mia forza è di sapermi mettere nelle condizioni di avere un’ottima parte. I problemi mi arrivano se devo aggiustarla o impostarla sulla personalità”

Davvero modesta questa affermazione del buon George che, invece, ha anche capacità di apprendimento fuori dal comune. Sia come attore che come regista, è evidente come sia stato in grado di imparare un po’ alla volta, passando da parti di azione, ad altre molto più introspettive e complesse.

Non che le abbia azzeccate tutte (Nespresso e Elisabetta Canalis in primis, ma anche qualche film), ma dai suoi esordi in TV nel 1978, con la punta di fama che fu E.R. a metà degli anni ’90, allo sbarco al cinema con film come Dal tramonto all’alba e Un giorno per caso (1996), possiamo affermare con certezza che  George Clooney di strada ne ha fatta. Se si esclude qualche passo falso (ci viene in mente In amore niente regole o Batman & Robin) e che vi piaccia o no il suo faccione sornione e la sua costante presenza nel gossip internazionale (apparentemente non intenzionale), qualche gigioneria di troppo, Clooney è l’erede di quel filone unico USA che mette al servizio lo star system all’impegno civile, la critica ragionata al nostro mondo, le contraddizioni del sistema e interne ad ogni individuo.

Tra le sue punte di diamante, più che il suo Oscar per Syriana (2005) scegliamo il disperato tagliatore di teste di Tra le nuvole (2009), l’avvocato in crisi di identità in Michael Clayton (2007); l’imbolsito autore televisivo in Good Night And Good Luck (2005) ; e il senatore (si mormora a Hollywood, profetico? speriamo senza i lati negativi) di Le idi di marzo (2011).

Dopo l’ottima puntata in TV con Catch 22, a breve sugli schermi col fantascientifico Good Morning, Midnight.

Altre ricorrenze

  • 1992, muore Marlene Dietrich, attrice de L’angelo azzurro e Vincitori e vinti

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