Addio a Florian Schneider, fondatore dei Kraftwerk

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Un giorno davvero triste per la musica. Ci lascia, a 73 anni, Florian Schneider, uno dei due fondatori, assieme a  Ralf Hütter, dei Kraftwerk (assieme ai quali era rimasto ininterrottamente dall’inizio fino al 2008).

L’influenza che questo duo ha avuto sulla storia della musica dagli anni ’70 in poi è immensa, mettendo la loro firma inconfondibile su tantissimi generi: new romantic, techno, house, ambient, e perfino l’hip hop, in un’instancabile danza nel mondo del suono. David Bowie, Joy Division e i Depeche Mode sono solo alcuni degli artisti che si sono detti influenzati dalla band tedesca.

La notizia della morte di Schneider circolava da ore ma non era stata ancora confermata. Ad annunciare la sua scomparsa è stato il dj e produttore musicale Mark Reeder su Facebook, senza fornire dettagli, per poi cancellare il post che conteneva la notizia. Solo dopo varie ore la morte è stata confermata da Billboard. “Il cofondatore dei Kraftwerk Ralf Hütter ha dato la triste notizia: l’amico e socio per molti decenni Florian Schneider è morto dopo una breve battaglia contro il cancro pochi giorni dopo il suo 73esimo compleanno”, ha annunciato poi la band in un comunicato. Schneider, precisa il Guardian, sarebbe morto già una settimana fa e ci sarebbe stato un funerale privato.

Nella loro carriera, i Krafwerk, originari di Düsseldorf, hanno sfruttato la loro preparazione classica per poi, come dice lo stesso nome della band (“centrale elettrica”), concentrarsi sull’elettronica.

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L’ultimo album uffciale dei Kraftwerk è Tour de France Soundtracks del 2003, pubblicato in occasione del centenario della gara ciclistica francese: il primo lavoro dopo 17 anni conteneva anche versioni alternative di composizioni già famose.

I Kraftwerk erano attesi in Italia per due date: il 21 maggio al Gran Teatro Geox di Padova e il 25 al Teatro degli Arcimboldi di Milano, appuntamenti ovviamente cancellati a causa dell’emergenza coronavirus. Un grande italiano dello spettacolo e della musica, Giorgio Moroder, saluta Schneider con una foto e poche, semplici parole: “One of my heroes left us RIP”.

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