Joey duetta con Achille Lauro in “Dovrai”: «Quando ho sentito il pezzo con la sua voce avevo le lacrime»

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Joey

Dovrai, il suo ultimo singolo, rappresenta una tappa importante nel percorso di crescita di Joey. Il brano segna una svolta decisa, ma forse non inattesa, verso sonorità più rock, rispetto alla sua produzione precedente, e vede la collaborazione di Achille Lauro, artista per il quale Joey ha aperto i concerti dello scorso anno.

Joey – all’anagrafe Giorgia Bertolani, 25enne nata a Bolzano – con questa sua nuova canzone vuole lanciare un messaggio ben preciso. L’abbiamo intervistata, per parlare del suo presente, ma anche del suo passato e del suo futuro.

Hai dichiarato di aver scritto Dovrai pensando a quando avevi 15 anni. Che messaggio vuoi far arrivare con questa canzone?
Si, l’intento è comunicare un messaggio di vicinanza, di condivisione. Spesso pensiamo di essere gli unici al mondo a sentirci in un determinato modo ma non è così. Molti adolescenti si ritrovano intrappolati in situazioni dalle quali non vedono via di scampo, senza considerare che in tanti ci sono passati prima di loro e ce l’hanno fatta. Si cresce e si cambia, piano piano le cose diventano più chiare, l’importante è contare su sé stessi e darsi fiducia, senza cercare la salvezza al di fuori di noi.

Come è nata la collaborazione con Achille Lauro e cosa pensi che abbia aggiunto la sua partecipazione al pezzo?
Lauro ha sempre ascoltato i miei brani in lavorazione, è molto partecipe. Dovrai gli è piaciuta particolarmente e a mio parere aveva davvero bisogno della sua energia. Ci si è approcciato con estrema delicatezza, senza stravolgere nulla, regalando però un tocco ricco di pathos. Quando ho sentito il pezzo con la sua voce per la prima volta avevo le lacrime; un conto è immaginarlo, un conto è realizzare un sogno. Ero felicissima ed inoltre penso che a livello vocale si sia proprio superato, non l’avevo mai sentito cantare così.

A proposito di Achille Lauro, lo scorso anno hai aperto i concerti del Rolls Royce Tour. Che ricordi hai di quell’esperienza?
È stato meraviglioso! Stancante, perché io purtroppo vivo l’ansia in maniera molto fisica, ma meraviglioso. La prima volta che ho visto Lauro, Doms e la band dal vivo mi sono venuti i brividi, è uno spettacolo a 360 gradi, ho pensato: questo è quello che un giorno voglio realizzare anche io, se mai avrò la possibilità di partire con un mio tour. Non sarà solo musica, ma emozione pura, luci e colori, energia e moda, vibrazioni affilate. L’aneddoto che tengo più nel cuore però resta Boss Doms che mi chiede lo smalto o le salviettine struccanti a fine serata.

Joey

Musicalmente Dovrai segna un’evoluzione verso sonorità più rock rispetto alle tue produzioni precedenti?
Sicuramente, diciamo che sto cercando il mio genere, però è inevitabile cedere a certe sonorità quando coinvolgi la band e musicisti del calibro di Andy dei Bluvertigo; è tutto un viaggio nel quale la meta non è precisa, non si sa dove si vuole arrivare, e poi ti ritrovi a fare musica rock, quasi per caso.

Quando ti sei avvicinata alla musica per la prima volta, come è nata la tua passione?
Non ricordo un momento particolare di avvicinamento, essendo mio padre e mio nonno musicisti mi hanno sempre indirizzata verso il pianoforte, il canto. Alla scrittura mi ci sono approcciata prestissimo, non ricordo la mia vita senza la musica.

In passato per due volte hai tentato la strada di X Factor, arrivando ad un passo dai live. Vorresti riprovarci ancora o per te è ormai acqua passata?
Per me è decisamente acqua passata, è un gioco che può cambiarti la vita, ma resta un gioco. Sono per la crescita a “piccoli sorsi”, alla luce del sole, con forti radici che mantengano l’artista ben solido al terreno. Però è un’esperienza che consiglio a livello di crescita personale, non dico tutto il percorso perché non essendo entrata nel programma non saprei come funziona in seguito, ma anche solamente i provini possono essere istruttivi.

Hai studiato recitazione cinematografica e collezionato diverse esperienze nel mondo del cinema e dei videoclip. È un settore che ti affascina ancora?
Mi affascina da morire! Se potessi, dirigerei personalmente tutti i miei videoclip e quelli degli altri, per ora mi limito a scriverli. Il videoclip di Dovrai è scritto, girato e montato da me (causa quarantena) e in realtà ne sono veramente felice! Non vedo l’ora di leggere qualche feedback, dopo la release. Il mio sogno è quello di scrivere e dirigere un film, ho cominciato diverse sceneggiature, ma è difficile restare concentrati su un progetto quando non sai se vedrà mai effettivamente la luce.

Che cosa c’è nel futuro di Joey, quali sono i tuoi obiettivi?
In tutta onestà il mio obiettivo ora è la serenità. Vorrei davvero raggiungere un mio equilibrio emotivo e sono già a buon punto. Per quanto riguarda la musica, intanto mi piacerebbe pubblicare il mio primo album. Ci sono diversi artisti con cui vorrei tanto collaborare.

Dovrai:

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran, iniziata nel 2000 e che prosegue tuttora. Per 15 anni ho collaborato anche con il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 e fino alla sua chiusura ho curato il blog Atuttovasco.

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