Nuovo singolo per i giovanissimi Watt: «Speriamo di regalare un po’ di spensieratezza»

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I Watt sono una band giovanissima. Ne fanno parte Greta Rampoldi (classe 2004, voce), Luca Corbani (1999, basso e voce), Matteo Rampoldi (2000, batteria) e Luca Vitariello (1999, chitarre e programmazione).

Tre anni fa i Watt hanno pubblicato il loro primo singolo e, negli anni a seguire, hanno collezionato collaborazioni importanti e calcato palchi prestigiosi. Fra questi l’Alcatraz di Milano: ad oggi, Greta Rampoldi risulta la più giovane artista ad essersi esibiti su quel palco. Nel 2017 hanno anche suonato a San Siro, chiamati ad aprire il concerto di Davide Van De Sfroos.

Da poco i Watt hanno pubblicato un nuovo singolo, intitolato Na Na Na (la Testa). Una canzone inizialmente pensata per il periodo estivo, che pubblicata in questo periodo assume quasi il significato di un inno alla libertà.

Abbiamo intervistato la band.

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Il vostro nuovo singolo è una canzone spensierata e allegra. In un momento difficile come quello che stiamo vivendo, una canzone può cambiare l’umore di una giornata?
Sicuramente può migliorarlo. La musica è e sarà sempre un veicolo per le emozioni e la missione nostra e di tutti i musicisti è di far emozionare gli ascoltatori e regalare qualche momento di spensieratezza e felicità anche in periodi come questi. Speriamo, con questo brano, di aver reso felice qualcuno.

Ritenete che l’autotune dia un valore aggiunto alla canzone?
Assolutamente. Abbiamo deciso di usare l’autotune non come correttore, ma come effetto vocale, soprattutto per rompere gli schemi. Questo brano ha influenze molto disparate, dai classici anni ’70 alla trap, e riteniamo che sia proprio questa la sua forza. Chi ha detto che con basso alla Beatles e tastiere alla Toto non possa convivere una voce alla Haiducii? A noi piace da impazzire.

Il singolo è il preludio di un album o comunque avete altro materiale pronto da far ascoltare?
Non è il preludio di un album, ma di una nuova fase per noi. Abbiamo pronti un sacco di brani molto particolari e stiamo continuando a scrivere senza sosta. Stay tuned.

Watt

Il pop è la vostra cifra stilistica o possiamo aspettarci anche escursioni in altri generi?
Ci piace essere etichettati come Pop-band, ma le nostre influenze sono così disparate che sogniamo di creare un genere tutto nostro. Ah, e siamo molto imprevedibili… Non si sa mai, forse domani ci svegliamo con una voglia smisurata di fare musica barocca. Magari con l’autotune.

Nonostante la vostra giovane età, avete già calcato palchi molto prestigiosi. Ad esempio avete suonato a San Siro prima di Davide Van De Sfroos. Che ricordi avete di quella serata?
Avete presente quando ci si sveglia appena dopo aver sognato e per un attimo distinguere la realtà dalla finzione è difficile? Ecco per noi è più o meno così, ricordiamo quel giorno come se fosse un bellissimo sogno… che è diventato realtà. Fatichiamo ancora a crederci, ma soprattutto sentiamo ancora l’urlo della folla che ci ha folgorati.

Quanto è importante la musica nelle vostre vite?
La musica è la nostra vita. È così importante da fare da cardine per le nostre scelte quotidiane. Passiamo le giornate a lavorare e studiare per quello, e nel tempo libero… accendiamo la tv e mettiamo Mtv.

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Partecipereste ad un talent show?
Ci piacerebbe, ma non facciamo progetti basati su quello. Ci piace vederli come un “di più”, senza il quale comunque si va avanti in questa scalata.

Un artista per voi imprescindibile?
Evitando di citare i mostri sacri, sicuramente Caparezza. È un artista a tutto tondo, mai scontato e super poliedrico. E soprattutto i suoi live sono un’esperienza unica.

Come vivono dei ragazzi giovani come voi la quarantena?
Sicuramente non è facile. Mancano tanto la socialità e il rapporto umano che, nonostante sia l’era dei social, è fondamentale. Fortunatamente ci si arrangia, tra le lezioni su Teams, le serie di Netflix e le videochiamate tra amici si tira avanti. Non vediamo l’ora che si ritorni alla normalità.

Il video di Na Na Na (la Testa):

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.

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