Il suo vero nome, Alberto Carpani, lo conoscevano in pochi. Per tutti era Albert One, Dj, produttore, cantante molto noto anche all’estero. È stato uno dei nomi di punta della disco italiana, artefice di un gran numero di successi “dance” che hanno scalato non solo le nostre classifiche, ma anche quelle internazionali.
Chiunque lo abbia conosciuto, sa perché scelse quel nome d’arte: lo scelse per quella sua stazza notevole, che non lo faceva passare inosservato. Così come non passava inosservata la sua straordinaria simpatia.
Il primo successo lo ottenne nel 1982, quando aveva 26 anni, cantando un pezzo dance scritto da Enrico Ruggeri, Yes-no family. All’epoca in campo dance si usavano nomi d’arte che erano autentici giochi di parole: lui scelse Jock Hattle.
Ma un vero e proprio exploit lo avebbe fatto l’anno successivo, quando pubblicò Turbo Diesel, stavolta inciso come Albert One, che divenne una hit mondiale. Seguirono altri singoli molto fortunati come Heart on Fire, Lady O, Secrets, For Your Love, Hopes & Dreams, Everybody, Visions, and Loverboy. In quegli anni Albert One iniziò pure una proficua attività di produttore discografico, lavorando anche al fianco di Lorella Cuccarini, Heather Parisi e Raffaella Carrà.
Qualche giorno fa era stato ricoverato alla clinica Maugeri di Pavia per le conseguenze di una polmonite. Pareva aver superato la fase critica della malattia, infatti sul suo profilo Facebook ha pubblicato foto in cui lo si vedeva fare il segno della vittoria assieme ai membri dello staff sanitario che lo aveva in cura. Invece non ce l’ha fatta, e stamattina ci ha lasciato. Aveva compiuto 64 anni lo scorso 23 aprile.
Ciao Albertone, le nostre serate in giro a far casino saranno sempre un bel ricordo!







































