#IoRestoACasa e vedo Il segno di Venere

Le "rivali" Franca Valeri e Sophia Loren in una divertente commedia di costume

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Il segno di Venere

Restiamo a casa a vedere i classici di RaiPlay. Il link del film:

https://www.raiplay.it/video/2016/07/Il-segno-di-Venere-33bc0ad3-a03b-4630-8d6e-646b6a087383.html

Due cugine, la meridionale Agnese Tirabassi (Sophia Loren) e la milanese Cesira Colombo (Franca Valeri) abitano a Roma nella casa del padre della prima (Virgilio Riento) e della zia nubile napoletana Tina (Tina Pica). Agnese molto sexy e dal carattere aperto, è corteggiata da molti uomini, mentre Cesira di modesta bellezza, ingenua e sognatrice, spera di trovare l’amore che le è sempre mancato. La competizione tra le due donne è vinta ovviamente dalla cugina meridionale e Cesira dovrà accontentarsi della sua malinconica ed insoddisfacente vita di tutti i giorni. Prodotto dalla Titanus e diretto da Dino Risi nel 1955, Il segno di Venere è sceneggiato dalla stessa Valeri con Edoardo Anton, Ennio Flaiano e con lo stesso Risi e si avvale di un cast strepitoso con Vittorio De Sica, Peppino De Filippo, Alberto Sordi, Leopoldo Trieste, Raf Vallone e Maurizio Arena. Franca Valeri, che gareggia con bravura con Sophia Loren, propone per la prima volta sul grande schermo il personaggio della signorina bene milanese già noto in radio e teatro sullo sfondo di una società nella quale l’emancipazione femminile è ancora molto lontana. In una sequenza lo zio Tirabassi urla: “Dov’è il mio giornale? Voi donne non lo dovete toccare, tanto non ci capite niente!”. E ancora rivolto alla figlia Agnese che si lamenta di non avere un corredo nuziale adeguato le dice: “La dote di una signorina è l’onestà”. Su soggetto di Luigi Comencini che si ritirerà dalla produzione deluso dal ruolo marginale di Franca Valeri, il film dalla comicità irresistibile è anche il ritratto malinconico di una donna destinata alla solitudine sentimentale a causa del suo aspetto non particolarmente attraente. «La Titanus — racconta il regista — faceva spesso il cinema come a Hollywood, nel piccolo, naturalmente, delle possibilità italiane. Si cercava anche di mischiare un po’ le carte: c’era il sapore neorealistico, un po’ di commedia, un po’ di bravura degli attori e una storiella che funzionava, con le due cugine, la bella e la brutta!».

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Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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