Daniela: «Voglio ritornare alla musica»

0
Daniela © Lorenzo Lorusso

Non posso consigliarvi un disco dell’artista emergente di cui parliamo oggi. Ma semplicemente perché Daniela ancora non ha pubblicato un album. Però ha all’attivo già quattro singoli, dal sound davvero figo che costituiscono, per dirla con le sue parole, “un EP in pillole”.

Classe 1996, Daniela è originaria di Bari, ma si è trasferita a Milano dopo la laurea perché ha deciso di vivere del suo sogno, che poi è il sogno di tanti giovani: la musica.  Di se stessa dice tanto nelle sue canzoni, perché le usa più per parlare con se stessa che con un interlocutore, ma se volete sapere di più vi consiglio di leggere le risposte alle mie domande, durante questa piacevole chiacchierata di (sole) due ore.

Nella tua vita la musica ha un ruolo molto importante, se non fondamentale: quando e come ti sei avvicinata a questo mondo?
«Mi sono avvicinata alla musica sin da quando ero piccola: la prima cosa che mi ricordo è che avevo cinque anni, ero con mia cugina a casa della mia bisnonna e scrivemmo una canzone insieme. Poi di aver costruito due chitarre con una scatola di scarpe e degli elastici e quello è il primo ricordo che ha a che fare con la musica. In famiglia molti miei parenti hanno studiato in conservatorio e io, pur non avendo fatto quel tipo di studi, ho una passione innata».

Cosa ascolti quando non suoni?
«Non ho un genere preferito: da sempre il genere british mi è piaciuto molto, quindi Beatles e Oasis, in particolare lo stile acustico/folk  britannico come Aquilo, ascolto molto anche Billie Eilish, e ho sempre seguito i talent internazionali. Da un paio d’anni mi sono avvicinata al cantautorato italiano: mi piace un sacco Gino Paoli e la nuova wave dell’indie, quindi I cani, Canova, Gazzelle, Fulminacci e Calcutta. Mi piacciono anche rap e hip-hop in generale. Ovviamente anche il pop, che è più o meno il mio genere».

Come definiresti la tua musica?
«Io la definirei cantautorato pop, almeno il progetto che ho portato avanti fino ad ora. Questi quattro brani che sono usciti fanno parte di un unico progetto. Diciamo che è un EP in pillole, ormai non si parla più concept album, ma di singoli. Il mio stile comunque si deve sviluppare e crescere ancora».

Il tuo primo singolo si intitola Ipermetropia. Ci racconti qualcosa di questo brano?
«L’ho scritta verso marzo aprile dell’anno scorso. È una canzone scritta su un’altra canzone: avevo scritto una pezzo (che spero di far uscire comunque) e l’avevo fatta ascoltare ad alcuni produttori ma mi dissero che non era abbastanza forte per uscire come singolo, quindi l’ho stravolta completamente. Parte proprio dal concept della patologia per parlare di quello che accade quando sei troppo dentro ad una situazione: non riesci a vedere quello che sta succedendo e solo quando ti allontani ti accorgi della tossicità di cui ti eri circondato. È un mio stato di sempre, mi faccio troppo coinvolgere dalle situazioni e non riesco a capire quanto ne vale la pena. Io le cose spesso le scrivo ma non le metto in pratica, e questa canzone è un modo di dirmi “Daniela, basta”. È una sorta di viaggio, di flashback di una storia non andata a buon fine attraverso tutti i passaggi di questa storia, ci ho inserito molte immagini delle situazioni vissute con la persona di cui parlo. L’avevo scritta interamente al piano e appena finita l’ho proposta a quello che è diventato poi il mio produttore, Lorenzo Lorusso, con cui ho iniziato a lavorare alla produzione».

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Com’è nata invece Asfalto?
«È molto autobiografica, descrive me in quello che sono, in quello che faccio. È nata prima di Ipermetropia e l’ho scritta alla chitarra, come quasi tutte le mie canzoni. Era appena finita un’amicizia e io non riuscivo a capire perché. Mi sono fatta una sorta di esame di coscienza e mi sono resa conto che quella persona mi aveva fatto sentire più piccola di quello che in realtà sono. I primi due versi della canzone parlano proprio di questa situazione in cui io non stavo bene, anzi stavo perdendo l’autostima e continuavo a chiedermi se valesse la pena continuare a inseguire il mio sogno perché questa persona non credeva in me. Dopo la fine di quest’amicizia mi sono resa conto che era questo quello che volevo dalla mia vita.  Il ritornello l’ho scritto pensando a quella ex amica, ma alla fine mi sono resa conto che parlava più di me che di lei. Quando l’ho fatta ascoltare a mio fratello (che è l’unica persona di cui mi fido in fatto di musica) mi ha detto che non avrei più scritto qualcosa di così emotivamente forte, e io ogni volta cerco di farlo ricredere ma non ci sono ancora riuscita».

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Se devi (vai) è una canzone ancora diversa.
«È stata l’unica canzone di cui ho registrato io le chitarre perché l’ho registrata subito dopo averla finita, con tutte le emozioni con cui l’ho scritta. Io riesco a sentirci tutte le emozioni che ho provato mentre scrivevo, per questo penso che sia molto autentica e può arrivare direttamente alla gente. Tutte le mie canzoni sono un po’ uno sfogo, un modo per capire quello che sta succedendo nella mia testa. Il motto della mia vita è “Go big or go home”, e vale per tutto, soprattutto nelle relazioni interpersonali, il messaggio è un po’ “non ha senso che tu rimanga se non puoi darmi quello che voglio”. Mi faccio tante domande in questo brano, e mi è servito per capire molte cose, infatti alla fine quello che emerge è “adesso mi sento meglio senza di te e posso dirti che non sei più un mio problema”.
Ho deciso di pubblicarla prima, perché inizialmente sarebbe dovuta uscire ad aprile dopo Non siamo eroi, ma a febbraio stava migliorando il tempo atmosferico e volevo creare un collegamento con questo con la canzone».

Il tuo ultimo singolo si intitola Non siamo eroi e sembra la descrizione perfetta di questo momento storico. Quando l’hai scritto e dove hai trovato l’ispirazione?
«Questo brano l’ho scritto a maggio dell’anno scorso, quindi non pensando a questo momento storico che era inimmaginabile. L’ho scritta pensando al fatto che a tutti capitano quei momenti in cui ci sentiamo inutili e che quello che ci manda avanti sono i sogni che inseguiamo. Capita però che non riusciamo a raggiungere i nostri obiettivi, ma non possiamo farci buttar giù da questo, dobbiamo accettare il fatto che siamo semplicemente noi, appunto, non siamo eroi e non siamo invincibili e dobbiamo continuare ad inseguire i nostri obiettivi. L’ho scritta perché avevo bisogno di un altro brano da presentare ad un concorso, dove mi hanno chiesto un brano in italiano visto che scrivevo solo in inglese e volevano sentirmi in italiano. L’ho iniziata a casa e l’ho finita nel parcheggio di un McDonald’s perché volevo farla ascoltare al mio produttore che però doveva cenare. Inizialmente doveva essere solo chitarra e voce, invece poi mio fratello mi ha chiesto di lavorarci a livello di produzione e infatti è uscito fuori un lavoro del tutto nuovo rispetto alle altre. Sarebbe dovuta uscire prima di Se devi (vai) ed è su questa qui che ho fatto gli esperimenti sui suoni che poi si ritrovano nell’altra. Neanche a farlo apposta, Non siamo eroi sarebbe dovuta uscire a febbraio, ma dato che in quel momento mi piaceva più Se devi (vai) come mood, ho scelto di invertire le pubblicazioni. Poi per Non siamo eroi ho deciso di girare un video che ha un concept che per quanto mainstream sia diventato è una fotografia di questo momento. A me ha emozionato tanto quando lo abbiamo realizzato, mi sono arrivati i video di un sacco di gente da tanti posti diversi e penso rimarrà come “fonte storica” di questo momento per niente facile. È bello che molti artisti hanno abbracciato questa idea a modo proprio».

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Progetti per il futuro? Ti immagini già qualche data live in cui far ascoltare la tua musica, appena sarà finita questa emergenza?
«Per quanto riguarda i live mi ero trasferita a Milano per iniziare a suonare davanti alla gente e far ascoltare la mia musica, ma non ho fatto in tempo perché ci siamo trovati in questa situazione strana. Sto cercando (e credo di aver trovato) un booking che mi possa aiutare con questa cosa. A breve inizieremo a parlarne e penso che ci saranno delle date qui a Milano o al massimo a Roma. Per la Puglia me ne occuperò personalmente, visto che sto studiando anche per questo. Con la produzione avevo già intenzione di fermarmi dopo questi quattro brani, studiare e lasciarmi ispirare da altra musica. In questo periodo di isolamento sto cercando di crescere, sto imparando a suonare l’ukulele e migliorare al piano. Non ho pronti altri progetti, ma ci sono canzoni già scritte, solo che voglio prendermi un po’ di tempo per crescere e farmi trovare pronta quando si potrà riprendere con roba fresca e al passo con i tempi. Sicuramente non farò uscire nulla che non mi rappresenterà al 100% nel momento in cui deciderò di pubblicarla».

La quarantena sta avendo effetti sulla tua scrittura?
«Non ho nuovi stimoli, sono un po’ bloccata, perché penso che la scrittura abbia a che fare con la socialità, è da lì che arriva l’ispirazione, almeno per quel che mi riguarda. Quindi non ho niente di nuovo. Però questa quarantena mi sta aiutando a riprendere in mano vecchi pezzi e lavorarci sotto una nuova luce, mi sta aiutando molto a pensare a me stessa e quindi questo stop mi sta aiutando a ri-pensare a delle cose del passato con una consapevolezza diversa. Sto lavorando molto di più su me stessa, cosa che prima era difficile fare. Quello che so è che voglio ritornare alla musica».

Facebook: @DanielaLacatenaoff
Instagram: @danielalacatena

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome