Vasco Rossi 30 anni fa pubblicava “Fronte del palco”, un live che ha fatto la storia

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Vasco Rossi

Un live che ha fatto storia. Vasco Rossi 30 anni fa pubblicava Fronte del palco e da quel 14 maggio del 1990 nulla sarebbe stato più come prima. Perché a seguire sarebbero arrivati i concerti di Milano e Roma e il Blasco sarebbe entrato nella leggenda.

Com’è noto, Fronte del palco è la testimonianza live del tour del 1989, quello di Liberi liberi. Da poco si era consumata la frattura con Guido Elmi e la Steve Rogers Band e Vasco aveva dovuto giocoforza procedere a molti cambiamenti. Inizialmente si era pensato ad una collaborazione con gli Sharks, gruppo che aveva Enrico Rovelli come manager e per il quale Vasco aveva firmato Tentazioni, brano portato anche al Festival di Sanremo. Si era addirittura ipotizzato un tour in Russia, ma poi tutto il progetto era sfumato.

Rossi era dunque ripartito da Andrea Innesto e Daniele Tedeschi, i due musicisti che avevano deciso di restare con lui dopo l’addio della Steve Rogers Band, e con loro aveva formato la nuova band. Alle tastiere era arrivato Alberto Rocchetti, al basso Paul Martinez e alle chitarre Davide Devoti e Andrea Braido. Il primo era stato chiamato all’ultimo minuto per sostituire il tedesco Karl Allaut, allontanato per questioni economiche. Il secondo avrebbe cambiato il suono di Vasco e, nonostante una permanenza della band tutto sommato breve, avrebbe lasciato un segno indelebile.

Vasco decise di produrre Fronte del Palco in prima persona, insieme a Stephen Hart. Così Maurizio Biancani, sul numero 1 della fanzine Il Blasco, ricorda la registrazione del disco: «Il budget a disposizione ha permesso un notevole schieramento di mezzi. La Fonoprint, contattata dalla casa discografica, ha allestito un mezzo mobile di registrazione grazie al quale il tecnico americano Stephen Hart ha ottenuto una ripresa sonora dei concerti estivi del 1989 estremamente sofisticata. La tecnologia usata ha garantito una registrazione senza compromessi e pari alle migliori registrazioni straniere odierne. Dopo aver provveduto alla selezione dei brani, lunga e complessa come sempre, Stephen Hart, Vasco e il suo entourage si sono trasferiti al Condulmer Recording Studio in Veneto, dove hanno iniziato la post-produzione e i missaggi di quest’album impegnativo».

Vasco Rossi
Articolo di Marinella Venegoni sul quotidiano La Stampa dell’11 maggio 1990

Nel disco non si trova l’intera scaletta dei concerti del 1989. Mancano infatti quattro canzoni: “Stasera!” (era fra Liberi liberi e Vivere senza te) e poi i tre pezzi che aprivano la parte finale, dopo Domenica Lunatica: Colpa d’Alfredo, Una canzone per te e Bollicine. Mancano anche i due brani suonati dalla band dopo Lunedì, per dare modo a Vasco di riposare qualche minuto: Why Did You Do It? (pezzo degli Stretch) e Come On (Part 1) (pezzo di Earl King).

Apre il live la mitica frase di Diego Spagnoli Il cielo lasciamolo ai passeri, noi stiamo con i piedi per terra, mentre il disco si chiude con un inedito: Guarda dove vai. Una canzone importante, anche perché vede l’inizio della collaborazione fra Vasco e Celso Valli, che negli anni a venire avrebbe dato frutti significativi. Il titolo del disco è invece chiaramente un omaggio al film Fronte del porto, girato nel 1954 da Elia Kazan, con Marlon Brando come protagonista.

Curiosamente, nei credits viene citato anche Rudy Trevisi, che non faceva parte della band, ma al quale viene accreditato il sax di Dillo alla luna e Liberi liberi. A questo proposito, è sempre stata convinzione diffusa, tra i fan, che il live fosse stato opportunamente ritoccato in studio. Scrivono ad esempio Paolo Giovanazzi e Fausto Pirito nel libro Vasco in concerto (ed. Giunti 2011): «Fra gli appassionati circola però la voce che le parti di Devoti e Martinez siano state rifatte in studio per correggere molti errori. Non ci sono conferme ufficiali, ma il divario tecnico fra i due e il resto della band è piuttosto evidente».

Ritoccato o meno, Fronte del Palco rappresenta una pietra miliare nella storia di Vasco e del rock italiano. Un disco che, a 30 anni dalla sua uscita, si ascolta ancora con immutato piacere.

Il video di Guarda dove vai:

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.

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