Fiorello 60: una playlist per festeggiare lo showman

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Sembra ieri quando con il suo codino imperversava nelle piazze d’Italia insieme al suo Karaoke, ma sono passati ormai quasi 30 anni da quel 28 settembre 1992 quando andò in onda la prima puntata del programma su Italia 1, e proprio oggi Rosario Fiorello, in arte solo Fiorello, compie 60 anni.

Non c’è cosa che Fiore non abbia fatto nella sua carriera: conduttore radiofonico, conduttore TV, cantante, cabarettista, imitatore, attore. In una sola parola si potrebbe sintetizzare mattatore.

Per fargli gli auguri abbiamo deciso di provare a ripercorrere con questa playlist alcune tappe significative di 60 anni di vita e 30 di carriera.
Auguri, Fiore!

Non potevamo non iniziare con la canzone da tenere come colonna sonora di tutto il pezzo: la gloriosa San Martino, versione dance della celebre poesia di Giosuè Carducci, pubblicata nel 1993 all’interno dell’album Spiagge e Lune.

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Andiamo avanti di due anni e Fiorello arriva a partecipare in gara al Festival di Sanremo del 1995 con Finalmente tu, brano scritto da Max Pezzali e Mauro Repetto e classificandosi quinto, tre posizioni davanti proprio a Pezzali che arriva ottavo con Senza averti qui, alla prima avventura da 883 senza Repetto.

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Nel 2004, visto il grande successo di Stasera pago io, viene pubblicato l’album A modo mio, contenente le canzoni cantate durante lo spettacolo, e grande successo raggiunge questa versione di Città vuota, lanciata anche come singolo radiofonico.

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Ma ovviamente non c’è solo la musica nella carriera di Fiorello: alcune delle sue imitazioni sono diventate iperpopolari, come ad esempio quella di Giovanni Mucciaccia e del suo Art Attack.
Ecco come costruire il Ponte sullo Stretto di Messina con abbondante colla vinilica…

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Un’altra imitazione storica è quella del gobbo di Notre Dame con la voce di Riccardo Cocciante, prendendo spunto appunto dal musical composto dal cantautore.

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All’interno di Viva Radio2 Fiorello si è divertito ad unire l’imitazione di Ignazio La Russa con la canzone più famosa del suo scopritore Claudio Cecchetto, ovvero il Giocajouer, diventato per l’occasione Ignaziojouer.

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Un altro personaggio che è stato imitato alla perfezione e al quale, proprio con la sua imitazione fatta con enorme affetto e ammirazione, è Franco Califano. Il Maestro è stato volentieri allo scherzo, apprezzando l’omaggio di Fiorello e partecipando più volte da ospite nelle sue trasmissioni.

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Viva Radio2 ha portato, tra le altre, un’altra imitazione di uno dei colossi della nostra musica: Franco Battiato. In questo video, tratto da VivaRaiPlay! del 2019, Fiorello racconta il suo incontro col cantautore suo conterraneo e la nascita della canzone Mare nostrum, dall’album Spiagge e Lune.

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Chiudiamo questa playlist con una canzone che ha costituito un’enorme trollata, e la storia l’ha raccontata direttamente Rocco Tanica in una delle ultime puntate di Radio EelST: «”Amore amorissimo” viene proposta come un inedito di Domenico Modugno. Fiorello girandoci un po’ intorno dice “abbiamo trovato negli archivi questa canzone, questa è una canzone che Domenico Modugno non ha mai eseguito”, come a suggerire che Modugno l’abbia scritta e poi mai eseguita in pubblico. In realtà cercava di dare una traccia e una chiave del fatto che la canzone era ispirata a Domenico Modugno senza essere stata composta da lui. Il particolare divertente è che invece molti ci cascano e si convincono che Amore amorissimo, con dei frammenti come “scendi a pisciare i miei cani” o “nella notte che scende nei viali / certe donne a me fin troppo uguali” fossero trovate di Domenico Modugno. Tra le persone che credono a questa versione vi è Bruno Vespa, che la stessa sera in cui la canzone viene trasmessa, all’interno di Porta a porta si mette a discutere con i suoi ospiti di quanto Domenico Modugno possedesse un lato oscuro e poco conosciuto ai più. Lì presente c’è il collega cantante Edoardo Vianello che invece ha capito perfettamente il meccanismo e cerca di suggerire a Bruno Vespa che si tratta di una boutade e di uno scherzo ma Vespa, gnucco come il legno di noce massello, non raccoglie.»

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