“Ikea”, la fine di un amore raccontata con l’ironia di Lisbona: «Prediligo la leggerezza alle riflessioni»

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Lisbona
foto di Renata Roattino

Lo scorso mese di novembre ha aperto il tour di Mika, a febbraio ha pubblicato il singolo Ikea ed a breve uscirà una sua nuova canzone. Stiamo parlando di Lisbona (all’anagrafe Luca Fratto), cantautore torinese che nel 2018 ha partecipato alle audizioni di Sanremo Giovani e vinto il Premio Bindi. Lo abbiamo intervistato.

In Ikea, il tuo ultimo singolo, racconti la fine di una storia d’amore. Lo fai però con una buona dose di ironia. È questo il tuo marchio di fabbrica?
Mi è sempre piaciuto parlare per immagini. Situazioni facilmente visualizzabili che chiunque potrebbe aver vissuto. Il tentativo è sempre stato quello di non prendermi troppo sul serio e utilizzare l’ironia mi è sempre parsa la soluzione migliore. Per ora sono in un periodo in cui prediligo la leggerezza alle riflessioni.

Musicalmente utilizzi moog e prophet e sembri richiamare gli anni ottanta. Perché la nostalgia di quel decennio?
Non ho mai avuto attitudini nostalgiche ma ho sempre avuto piacere ad ascoltare le sonorità che riconducono a quel periodo. Con il tempo, ho scoperto che le caratteristiche analogiche delle “macchine” che hanno fatto il suono di quell’epoca, si potevano sposare con la mia musica. Sperimentando e producendo i miei brani ho familiarizzato ulteriormente con quei suoni e ora difficilmente riesco a farne a meno.

Pensi ad un album o la tua idea è quella di continuare singolo per singolo?
Tra poco uscirà il mio sesto singolo così come da copione prestabilito. Il brano si chiamerà Quello che uccide i calzini. Avevamo pensato a un album per settembre che potesse includere i singoli già pubblicati con l’aggiunta di qualche altra canzone. Speriamo che la situazione attuale ci permetta di restare fedeli al programma.

Lisbona
foto di Franco Rodi

Hai dei punti di riferimento in campo musicale?
I miei ascolti sono sempre stati molto vari. Ho sempre cercato di analizzare i brani che più mi piacevano per fare mie le idee più vicine alla mia musica. Ancora oggi ascolto dischi che consumavo già da piccolo e ci trovo sempre idee nuove. In questo momento sto ascoltando poca musica italiana. Sono affascinato da FKJ,Daniel Caesar, Jack Garratt, Sohn.

Negli ultimi anni Torino si è costruita la fama di una città molto viva musicalmente. È ancora così?
A Torino la musica è sempre stata “difficile”. Nel senso che è sempre stato difficile arrivare al grande pubblico partendo da questa città. Per ora identifico ancora nei Subsonica l’ultima grande novità musicale di Torino anche se ha già compiuto vent’anni. Non ho trovato in altri progetti torinesi grandi innovazioni e sicuramente nessuna paragonabile a quella dei Subsonica di “microchip emozionale”.

Nel 2018 sei stato selezionato per le selezioni di Sanremo Giovani. Il Festival resta un tuo obiettivo?
Credo che possa essere un buon acceleratore di visibilità, ma per nessun artista un obiettivo. È una grande vetrina adatta a molti percorsi, non a tutti. Se possa essere giusta per il mio ancora non l’ho scoperto. Per ora penso a scrivere canzoni che mi piacciano il più possibile.

Lisbona
foto di Franco Rodi

Lo scorso 24 novembre hai aperto la tappa di Torino del tour di Mika. Che ricordi hai di quella serata?
Ricordo tanta gente sotto il palco e intorno sugli spalti. Ricordo di esser salito solo e di esser rimasto lì sopra una mezz’oretta. Ricordo di essermi divertito e che il pubblico di Mika è stato molto gentile e amorevole con me. Mi ha ascoltato, applaudito e incitato come se fossero venuti lì solo per ascoltarmi. Mentre ovviamente il concerto non era il mio. Spero si possa tornare presto a rivivere situazioni simili con la stessa spensieratezza.

Nel 2018, a Santa Margherita Ligure, ha vinto il Premio Bindi. Cosa ha rappresentato per te quel successo?
È stato un po’ l’inizio delle cose buone. Prima il mio percorso è andato sempre un po’ a singhiozzi. Ero alla ricerca di un’identità musicale e di una squadra che mi supportasse nell’intento. Dopo il Bindi tutto ha iniziato a muoversi. Ho iniziato a scrivere musica nuova che un brano alla volta abbiamo iniziato a fare uscire. Ora il tentativo è quello di arrivare a farla ascoltare a più persone possibili.

Passato questo difficile momento, cosa c’è nell’immediato futuro di Lisbona?
La speranza di poter ricominciare lì dove ci eravamo fermati. Avevamo in programma di ripartire a suonare in giro per la penisola da maggio e ovviamente siamo stati messi in pausa. Spero che presto si torni a poter fruire della musica live così come l’abbiamo sempre vissuta.

Il video di Ikea:

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.

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