Roger Waters contro David Gilmour: “Mi ha bandito dai social dei Pink Floyd”

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È stato un risveglio amaro per i fan dei Pink Floyd: durante la serata di ieri da New York, dove vive, Roger Waters ha pubblicato un video sulla sua pagina Facebook attaccando (come al solito, verrebbe da dire) David Gilmour e per la prima volta in maniera così pubblica anche sua moglie Polly Samson.

Queste le parole dell’ex bassista della band inglese: «Parlo raramente ai fan dei Pink Floyd, ma questo è quello che sto facendo ora. Prima di tutto grazie davvero per tutti i commenti che ho ricevuto dopo che io e la mia band abbiamo registrato il video di Mother. È stato molto divertente e mi ha ricordato quanto mi mancano, e sappiate che non è David Gilmour ma Dave Kilminster il ragazzo coi riccioli neri che suonava la chitarra elettrica seduto sul divano.
Chiarito questo, mi ha fatto pensare al fatto che un milione e mezzo di voi ha visto la nostra versione di Mother, che è fantastico e devo dire che mi scalda davvero il cuore, ma fa emergere la domanda sul perché questo video non è disponibile su un sito che si chiama “il sito dei Pink Floyd”. La risposta è perché niente di mio è su quel sito, sono stato “bannato” da David Gilmour dal sito.
Circa un anno fa ho convocato una sorta di “Camp David” (in riferimento alla residenza del Presidente degli Stati Uniti d’America dove negli anni si sono svolti molti negoziati di pace, ndr) per i membri superstiti dei Pink Floyd in un hotel nell’aeroporto di Londra, dove ho proposto tutta una serie di misure per lasciarci alle spalle questa terribile impasse che abbiamo e la situazione in cui ci troviamo. Mi dispiace dire che non ha dato frutti, ma una delle cose che ho chiesto è stata suggerire che non importa chi siano i 30 milioni di fan che seguono la pagina dei Pink Floyd, questi fan sono dovuti al lavoro che tutti e cinque abbiamo fatto nel corso degli anni: Syd, io, Rick, Nick e David. Di conseguenza a me sembrava giusto e corretto se tutti noi avessimo potuto avere accesso alla stessa maniera per condividere i nostri progetti e tutto il resto.
David pensa di essere il proprietario dei Pink Floyd. Credo che pensi questo perché io lasciai la band nel 1985, quindi lui crede di essere i Pink Floyd, pensa che io sia irrilevante e che dovrei semplicemente tenere la mia bocca chiusa.
Tutte le nostre opinioni sono ben accette, ma ci sono stati fastidi e lamentele tra lo staff, da come mi hanno detto alcuni amici che seguono queste cose. Alcune delle domande che sono state poste sono: “perché dobbiamo sederci e guardare Polly Samson anno dopo anno, mese dopo mese, giorno dopo giorno e le Von Trapped sessions in cui legge gli estratti del suo romanzo per farci addormentare?”. Davvero un’ottima domanda. E ancora: “perché non sentiamo nulla riguardo quello che sta facendo Roger oppure sul tour This Is Not A Drill o quando lui fa qualcosa non viene mostrato?” e così via. E nessuno di questi lavori è pubblicizzato. Il fatto è che il film di Sean Evans Us+Them che è appena stato pubblicato ovunque in forma digitale per lo streaming non è nemmeno menzionato, non siamo autorizzati nemmeno a nominarlo sul sito ufficiale dei Pink Floyd.
Questo è sbagliato, dovremmo ribellarci. Oppure semplicemente cambiasse il nome della band in Spinal Tap, così tutto sarebbe fantastico.»

Roger ha ragione, senza dubbio. Dopo tutti questi anni sarebbe il caso di seppellire l’ascia di guerra ed iniziare a collaborare per il bene dei fan. Non si tratta di sperare in una reunion che non ci sarà mai, ma di lavorare insieme in maniera costruttiva per mettere mano agli sterminati archivi di materiale floydiano in previsione delle prossime uscite. Infatti, dopo i due megabox The Early Years e The Later Years, il prossimo sarà il più importante e atteso, ovvero The Middle Years, contenente tutto il grosso della produzione a marchio Waters, nonchè gli album di maggior successo della band: The Dark Side Of The Moon, Wish You Were Here, Animal, The Wall e The Final Cut. Pare che nella riunione tra Waters, Gilmour e Mason molte discussioni siano scaturite proprio riguardo i contenuti da inserire in questa futura pubblicazione.

Però, c’è un però.
In fondo è proprio Roger che lasciò la band, pensando che senza di lui non avrebbero più continuato, e ha perso ogni diritto sul nome, fatalità proprio a causa di quello che successe quando fu lui nel 1980 a cacciare Richard Wright dal gruppo. (se volete approfondire l’argomento ne abbiamo parlato qui)
La nuova società che prende il nome della band, nata nel 1987, è gestita solamente da Gilmour, Mason e, probabilmente, gli eredi di Rick Wright, quindi per quanto le richieste di Roger siano legittime e di buon senso non ha nessun diritto su quelle che sono le decisioni intraprese dagli altri membri della band.
Certo, fa sorridere, magari anche storcere la bocca, vedere sui social dei Floyd i video di Polly Samson che legge il suo romanzo e non il video di Waters che suona Mother, ma per quanto sia vero che David Gilmour non è i Pink Floyd è altrettanto vero che è quello che ne detiene il marchio e lo gestisce come meglio crede.

Qui sotto potete vedere il video integrale dell’annuncio:

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Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".

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